I Carabinieri della Compagnia di Gardone Val Trompia hanno reso noti i risultati delle perquisizioni condotte nei confronti di maggiorenni e minorenni ritenuti appartenenti al sodalizio denominato “069”, un gruppo accusato di rapine, aggressioni e intimidazioni ai danni di persone fragili, in particolare disabili e minorenni, nei Comuni della Val Trompia.
L’operazione ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari, disposte dall’autorità giudiziaria, e attuate tra Villa Carcina, Sarezzo e Concesio, territori in cui il gruppo avrebbe operato con continuità, alimentando un clima di forte allarme sociale.
Perquisizioni domiciliari e sequestro di armi
Nel corso delle perquisizioni domiciliari, eseguite sia nei confronti di indagati maggiorenni sia di soggetti minorenni, i militari hanno rinvenuto e sequestrato un arsenale eterogeneo, ritenuto compatibile con le azioni violente contestate.
In particolare sono stati sequestrati:
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una pistola a salve con due munizioni
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una pistola ad aria compressa
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due noccoliere (tirapugni)
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un taser
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due coltelli a serramanico
Il materiale rinvenuto conferma, secondo gli investigatori, la disponibilità di strumenti idonei a minacciare e aggredire, rafforzando il quadro accusatorio a carico degli indagati.
Il sequestro del gas esilarante
Durante le operazioni, i carabinieri hanno inoltre sequestrato bombole di protossido di azoto, noto come “gas esilarante”, sostanza sempre più diffusa tra i giovani come stupefacente. Un fenomeno in crescita che desta particolare preoccupazione.
I militari hanno sottolineato come il consumo di protossido di azoto possa provocare gravi rischi per la salute, tra cui danni neurologici, soprattutto se assunto in modo ripetuto o non controllato. La presenza di questa sostanza rafforza l’attenzione investigativa anche sul contesto di degrado e abuso che ruotava attorno al gruppo.
Un sodalizio violento e organizzato
Secondo le ricostruzioni investigative, il sodalizio “069” avrebbe agito con modalità organizzate, prendendo di mira vittime vulnerabili, spesso incapaci di difendersi o di reagire. Un elemento che ha contribuito a rendere particolarmente gravi le accuse, spingendo l’autorità giudiziaria ad adottare misure cautelari immediate.
L’indagine rappresenta un passaggio significativo nel contrasto alla violenza giovanile e alle baby gang, un fenomeno che anche in contesti apparentemente tranquilli come la Val Trompia sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti.
L’impegno delle forze dell’ordine
L’operazione condotta dai Carabinieri conferma l’attenzione costante sul territorio e la volontà di intervenire con decisione per tutelare le fasce più deboli della popolazione. Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio ruoli, responsabilità e ulteriori episodi riconducibili al gruppo.
Nel frattempo, il sequestro di armi e sostanze pericolose rappresenta un risultato concreto sul piano della prevenzione, riducendo il rischio di nuove aggressioni e rafforzando la sicurezza nei Comuni coinvolti.