È stato un braccio di ferro durato settimane quello che ha visto contrapposti il Comune di Brescia e la discoteca Paradiso, storico locale di via Casotti, finito al centro di una complessa vicenda amministrativa fatta di dinieghi, sanzioni, tasse arretrate e ricorsi al Tar. Una situazione degenerata progressivamente, fino a culminare con l’ordine di cessazione dell’attività di intrattenimento, notificato il 18 novembre, dopo una serie di eventi svolti in assenza delle necessarie autorizzazioni.
La vicenda prende avvio dall’istanza di subentro nella licenza di pubblico spettacolo presentata dalla Paradiso Disco srl, società costituita a settembre, che aveva chiesto di sostituirsi alla precedente titolare, la Biellecy srl. Una richiesta che il Comune ha però respinto, motivando il diniego con la presenza di consistenti debiti tributari accumulati negli anni dalla Biellecy per Tari, Tasi e Imu non versate dal 2017. Secondo l’amministrazione, il subentro non avrebbe risolto il problema, poiché la nuova società sarebbe stata responsabile in solido delle pendenze fiscali pregresse.
Un elemento ritenuto rilevante dal Comune è la continuità nella titolarità e nella gestione tra le due società. Alla guida della Paradiso Disco srl, infatti, figura uno dei soci proprietari della Biellecy, circostanza che ha rafforzato la posizione dell’ente nel considerare il nuovo soggetto giuridico come direttamente coinvolto nella situazione debitoria.
Nonostante la licenza risultasse ancora sospesa, l’attività del locale non si è fermata. Con l’arrivo di Halloween, e successivamente nel weekend del 17 novembre, la discoteca ha continuato a organizzare serate come di consueto, con musica, balli e servizio di bar. Secondo la Polizia locale, tuttavia, in quel momento il locale non aveva titolo per svolgere attività di intrattenimento, bar e ristorazione, proprio perché il subentro non era stato autorizzato. Da qui sono scattate denunce e sanzioni, in particolare per la serata di Ognissanti.
Il passaggio decisivo arriva l’11 novembre, quando il Comune scioglie definitivamente le riserve e comunica alla Paradiso Disco srl il diniego formale al subentro nella licenza. La motivazione resta la medesima: la responsabilità solidale sui debiti fiscali. A distanza di pochi giorni, il 18 novembre, viene notificato anche il provvedimento di immediata cessazione delle attività, valido sia per gli spazi interni sia per quelli esterni della discoteca situata nella zona Cave.
A questo punto la vicenda si sposta sul piano giudiziario. La Paradiso Disco srl decide di rivolgersi al Tar di Brescia, chiedendo l’annullamento dei provvedimenti comunali e la loro sospensione cautelare, sostenendo l’illegittimità dello stop imposto alle attività di discoteca, bar e ristorazione. Una mossa che apre ufficialmente un contenzioso amministrativo tra il gestore del locale e il Comune.
Nel frattempo, però, si affaccia anche un possibile spiraglio di soluzione. Secondo quanto emerso, la società avrebbe avviato un percorso di regolarizzazione della posizione debitoria con gli uffici tributari comunali, cercando di sanare le pendenze accumulate negli anni precedenti. Un passaggio che ha prodotto effetti concreti: nelle ultime ore il Comune ha rilasciato la licenza, consentendo al locale di riprendere l’attività durante il periodo di festa e nelle settimane successive.
La vicenda resta comunque emblematica di un conflitto che va oltre il singolo caso, toccando temi delicati come la continuità aziendale, la responsabilità fiscale e il rispetto delle procedure amministrative. In attesa delle decisioni del Tar, il futuro della discoteca Paradiso appare ora legato all’esito del percorso di regolarizzazione e alla capacità di ricucire i rapporti con l’amministrazione comunale, dopo settimane segnate da tensioni e provvedimenti drastici.