Maurizio Bicelli non ha avuto alcun dubbio quella sera di marzo, quando ha visto una donna e il suo cane attaccati da due rottweiler liberi e senza controllo. Scendendo dalla propria auto e senza pensarci troppo, ha deciso di intervenire, mettendo a rischio la propria sicurezza per salvare una vita.
“Forse è più difficile salvare le persone con le parole che con i gesti”, ha dichiarato oggi Bicelli, ricordando i minuti concitati di quel 25 marzo, quando l’aggressione si è consumata al Villaggio Sereno di Brescia. Luisa Predolini, mentre passeggiava con il suo cane, è stata attaccata dai due cani. Uno ha sollevato e scaraventato l’animale a terra, mentre l’altro ha puntato la donna, facendola cadere con il guinzaglio incastrato al polso. Il volto di uno dei cani era a pochi centimetri dal suo.
Un intervento coraggioso
Alcune persone hanno assistito alla scena e si sono fermate, ma Maurizio Bicelli è stato l’unico a intervenire. “La femmina era la più aggressiva, attaccava la donna. Il maschio scuoteva il cane come fosse un giocattolo” racconta Bicelli. La lotta tra uomo e animali è stata violenta: calci, pugni, e tentativi disperati di separare gli animali. Alla fine, Bicelli è riuscito a caricare il cane ferito e la donna sotto shock sulla sua auto, mentre i due rottweiler scappavano verso casa.
Nonostante lo shock, l’intervento di Bicelli è stato decisivo. “È stata una guerra” dice lui, “è durata minuti, ma sembravano ore”.
Le conseguenze e il coraggio
Le ferite sono state pesanti per tutti. Luisa Predolini ha riportato una frattura al dito della mano sinistra, morsi superficiali alla mano destra, distorsione alla caviglia e contusione all’anca. Il cane ha subito morsi e lacerazioni. Bicelli, pur avendo subito lividi ai piedi e problemi alle ginocchia, non ha mai chiesto risarcimenti. “Ho fatto quello che mi sembrava giusto” afferma.
Un uomo conosciuto e risoluto
Bicelli, che compirà 60 anni, è una figura ben nota al Carmine, dove da venticinque anni gestisce una piadineria molto frequentata, soprattutto dai giovani e pure dai cani, che entrano in fila per mangiucchiare qualcosa. La sua esperienza e il suo passato da praticante di arti marziali gli hanno insegnato a non avere paura di intervenire, pur essendo consapevole dei rischi.
“Il sapere è importante” dice Bicelli. “Capire le persone, e gli animali, evita di arrivare a queste scene”. Eppure, quella sera, non c’era tempo per analisi o pensieri complessi. C’era solo da scegliere se restare in auto o scendere. Bicelli non ha avuto alcun dubbio. È sceso.
Una lezione di umanità
Quella sera al Villaggio Sereno, la sua scelta non è stata una questione di imprese eccezionali, ma di un gesto semplice, fatto nel momento giusto, un’azione che oggi ci ricorda che a volte il coraggio si nasconde nelle scelte quotidiane, fatte senza pensarci troppo, ma con un grande cuore. Ed è una storia perfetta per questo Natale.