Omicidio del capotreno Ambrosio, Jelenic resta in carcere

Convalidato il fermo per il 36enne croato accusato dell’uccisione del capotreno Alessandro Ambrosio

Resta in carcere Marin Jelenic, 36 anni, cittadino croato, indagato per l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, accoltellato il 5 gennaio. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia ha convalidato il fermo, disposto dopo l’arresto avvenuto nella serata del 6 gennaio a Desenzano del Garda.

La decisione è arrivata al termine dell’interrogatorio di convalida, svoltosi nella mattinata di ieri a Brescia, durante il quale Jelenic si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’uomo ha scelto di non rilasciare dichiarazioni, riservandosi la possibilità di essere interrogato successivamente dal pubblico ministero di Bologna, competente per l’inchiesta.

Il silenzio davanti al gip

Nel corso dell’udienza, il 36enne non ha fornito alcuna versione dei fatti. La scelta del silenzio, prevista dalla legge, è stata formalizzata davanti al giudice, che ha comunque ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, tali da giustificare la permanenza in carcere.

La convalida del fermo, attesa nel pomeriggio, è poi arrivata confermando la misura restrittiva. Jelenic rimane quindi detenuto mentre proseguono le indagini coordinate dalla magistratura.

L’omicidio del 5 gennaio

Il caso riguarda la morte di Alessandro Ambrosio, capotreno, ucciso a coltellate il 5 gennaio. Un episodio che ha suscitato forte commozione e indignazione, non solo nel mondo ferroviario ma anche nell’opinione pubblica, riportando al centro dell’attenzione il tema della sicurezza del personale viaggiante.

Secondo quanto emerso nelle prime fasi dell’inchiesta, l’aggressione sarebbe avvenuta nel corso del servizio, in circostanze ancora al vaglio degli inquirenti. Gli accertamenti investigativi sono tuttora in corso, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’omicidio e il movente.

L’arresto a Desenzano del Garda

Marin Jelenic è stato fermato la sera del 6 gennaio a Desenzano del Garda, dopo le ricerche avviate immediatamente in seguito all’aggressione mortale. Il fermo è stato eseguito in base agli elementi raccolti dagli investigatori, ritenuti sufficienti per procedere con la misura cautelare.

Da quel momento, il 36enne è rimasto a disposizione dell’autorità giudiziaria, fino all’interrogatorio di convalida e alla successiva decisione del gip di Brescia.

Le prossime fasi dell’inchiesta

Con la convalida del fermo, l’indagine entra ora in una fase più approfondita. Gli inquirenti stanno analizzando testimonianze, eventuali immagini di videosorveglianza e altri elementi utili a consolidare il quadro accusatorio.

La possibilità che Jelenic venga interrogato dal pm di Bologna resta aperta e potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per chiarire le responsabilità e i contorni dell’accaduto.

Intanto, la famiglia di Alessandro Ambrosio e i colleghi del capotreno attendono risposte e giustizia, mentre il caso continua a sollevare interrogativi sulla tutela dei lavoratori del trasporto pubblico.

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