Lo spirito olimpico, fondato su valori di condivisione, partecipazione e unità, rischia di offuscarsi lungo il viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026. A far discutere è la scelta di alcuni tedofori che, dopo aver concluso il proprio tratto di staffetta, hanno deciso di mettere in vendita la tuta e il kit ufficiale ricevuti per l’evento, alimentando una polemica che sta crescendo di giorno in giorno.
Il viaggio della fiaccola, che coinvolge 10.001 tedofori in tutta Italia, si concluderà il 6 febbraio 2026 a Milano, con l’accensione del braciere allo stadio San Siro. Un percorso pensato per diffondere il messaggio olimpico su tutto il territorio nazionale, ma che oggi si scontra con una deriva commerciale inattesa.
La corsa alla vendita dei kit ufficiali
Secondo quanto emerso, alcuni tedofori, subito dopo aver terminato la propria partecipazione, si sarebbero affrettati a pubblicare annunci sui principali siti di abbigliamento usato e piattaforme online, proponendo in vendita la tuta olimpica ufficiale e gli accessori del kit.
I prezzi hanno immediatamente attirato l’attenzione. La tuta olimpica “second hand” può arrivare a superare i 1.500 euro, cifre che la rendono un vero e proprio oggetto da collezione. Più accessibili, ma comunque tutt’altro che simbolici, i costi richiesti per berretti, guanti, zaini e sacchetti ufficiali, anch’essi finiti sul mercato parallelo.
Oggetti da collezione e mercato in fermento
Le tute indossate dai tedofori sono state prodotte da Salomon, partner tecnico dell’evento, in 10.001 esemplari, uno per ciascun partecipante alla staffetta. Alcune di queste sono già state acquistate da collezionisti, interessati al valore simbolico e alla rarità dell’oggetto, destinato a diventare un ricordo iconico dei Giochi Invernali italiani.
Il fenomeno, tuttavia, ha sollevato interrogativi sull’opportunità di monetizzare un’esperienza che, nelle intenzioni del Comitato organizzatore, dovrebbe rappresentare un onore e non un’occasione di profitto. La vendita delle divise ufficiali, seppur non formalmente vietata, viene percepita da molti come una forzatura rispetto ai valori olimpici.
Valori olimpici messi in discussione
La polemica nasce proprio dal contrasto tra il significato simbolico della staffetta e la trasformazione di quegli stessi simboli in merce. Il viaggio della fiamma è pensato per unire territori, comunità e generazioni, raccontando storie di persone comuni accanto a personalità del mondo dello sport e della cultura.
La scelta di rivendere immediatamente il kit ufficiale viene letta da parte dell’opinione pubblica come un segnale di snaturamento dello spirito olimpico, che dovrebbe essere fondato sulla partecipazione e non sulla possibilità di “fare cassa”.
Un dibattito destinato a crescere
Al momento, non risultano prese di posizione ufficiali da parte della Fondazione Milano Cortina 2026, ma il dibattito è destinato ad ampliarsi con il proseguire del viaggio della fiamma. Con migliaia di tedofori ancora coinvolti nelle prossime settimane, il rischio è che il fenomeno della rivendita diventi sempre più diffuso.
Resta così aperta la riflessione su come tutelare il valore simbolico dei Giochi Olimpici, evitando che un’esperienza unica venga ridotta a un semplice oggetto da mercato. Un tema che accompagna il cammino della fiaccola e che, inevitabilmente, continuerà a far discutere fino all’arrivo finale a Milano.