Frana a Pisogne, attività penalizzate e protesta in arrivo

Dopo il cedimento tra Dossello e Sonvico, disagi per residenti e commercianti: il caso dell’ultimo panettiere di Fraine

La frana caduta nella notte di Santo Stefano dal versante montano tra la località Dossello e Sonvico, nel territorio di Pisogne, continua a produrre effetti pesanti ben oltre l’emergenza iniziale. Non sono soltanto gli abitanti delle frazioni a subire le conseguenze del cedimento, ma anche le attività economiche locali, che stanno affrontando un drastico ridimensionamento del lavoro quotidiano.

Le difficoltà sono evidenti soprattutto nelle zone montane. In Val Palot, il Duadel ha dovuto chiudere il settore ristorante, mantenendo operativo solo il bar. A Fraine, invece, il ristorante Carlì ha registrato numerose disdette durante il periodo delle festività, con un conseguente calo netto del fatturato. Una situazione che sta mettendo in crisi un’economia già fragile, fortemente legata alla viabilità e alla stagionalità.

Proprio a Fraine emerge un caso emblematico. Nel piccolo borgo è attivo l’unico panettiere rimasto dell’intero Comune di Pisogne, dopo la chiusura della storica forneria Zanelli nel capoluogo. Ezio Panigada, fornaio da oltre quarant’anni, rappresenta un presidio essenziale per la comunità locale. Il suo laboratorio, situato nel centro del paese, è da sempre il fulcro della sua vita professionale.

La frana ha però stravolto anche la sua routine. «Mi ha messo i bastoni tra le ruote», racconta Panigada, spiegando di essere ora costretto ad anticipare di almeno un’ora l’inizio del lavoro. La sua sveglia suona alle 23, quando la maggior parte delle persone va a dormire. «Mi preparo il caffè e scendo subito in laboratorio», spiega. La produzione quotidiana è di circa 30 chili di pane, tra integrale e altre tipologie, una quantità sufficiente a garantire uno stipendio mensile.

La distribuzione avviene porta a porta, come da tradizione. Nelle prime ore del mattino Ezio percorre a piedi le strade di Fraine, quando il paese è ancora immerso nel silenzio. Successivamente carica l’auto per raggiungere Sonvico e Pisogne, consegnando il pane anche fuori dalla frazione.

Il problema principale è rappresentato dalla chiusura della strada diretta verso il capoluogo. «Prima scendevo direttamente a Pisogne – racconta – ora devo passare dalla strada della Val Palot, salire verso Passabocche, scendere a Grignaghe e poi arrivare in collina e in paese». Un percorso decisamente più lungo, che comporta una perdita media di un’ora al giorno.

A questo si aggiungono i costi. «Spendo almeno 50 euro in più tra benzina e spese varie», sottolinea il fornaio. Un aggravio non indifferente per un’attività artigianale che vive su margini già ridotti. «Per me, come per tutti i residenti di questa parte della montagna, la strada si è allungata di parecchi chilometri. Non è il massimo per un professionista che deve lavorare con tempi stretti».

A rendere il quadro ancora più incerto c’è l’incognita climatica. Le strade alternative sono strette e spesso percorse da camion impegnati nel trasporto del legname. Nelle settimane più fredde, il ghiaccio sull’asfalto ha rappresentato un ulteriore pericolo. «Quando la strada è libera vado anche veloce – ammette Panigada – sono decenni che percorro questi tratti e li conosco bene». Un’abitudine che oggi comporta rischi maggiori.

Intanto, sull’area della frana grava ancora un atto di sequestro, che impedisce qualsiasi intervento immediato: non può essere rimosso nemmeno un sasso. Questa situazione di immobilismo alimenta la frustrazione dei residenti e degli operatori economici, costretti a convivere con disagi quotidiani senza una tempistica chiara per la risoluzione.

Per questo motivo, gli abitanti delle frazioni colpite hanno deciso di farsi sentire. Venerdì mattina alle 10 è stata organizzata una “protesta cittadina” davanti al municipio di Pisogne. L’obiettivo è chiedere agli amministratori tempi certi, risposte chiare e interventi concreti, affinché la viabilità venga ripristinata e la montagna pisognese possa tornare a una normalità oggi lontana.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Tra paddock e tribune sono stati avvistati Toto Wolff e Kimi Antonelli...
Opposizione critica sui tempi incerti del nuovo impianto, il Comune: “Iter complesso ma avviato”...
carne
La storica fiera torna dal 20 al 22 marzo con degustazioni, mostre zootecniche e un...

Altre notizie