Un colpo esploso a pochi centimetri dall’orecchio per intimorire la vittima e costringerla a prelevare denaro. È quanto accaduto nei giorni scorsi a Brescia, dove la Polizia di Stato ha arrestato due giovani, un 24enne senza fissa dimora e un 17enne, entrambi bresciani e con precedenti, con l’accusa di rapina aggravata in concorso. Proseguono intanto le ricerche del terzo complice, riuscito a fuggire durante l’intervento delle forze dell’ordine.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane aggredito si trovava all’esterno di un locale cittadino quando sarebbe stato avvicinato da tre persone con il volto travisato. Uno di loro, armato di pistola, gli avrebbe intimato di prelevare 500 euro da uno sportello bancomat, minacciandolo di morte in caso di rifiuto. A scopo intimidatorio sarebbe stato esploso un colpo a salve all’altezza dell’orecchio sinistro della vittima, un gesto che avrebbe avuto l’obiettivo di piegarne la resistenza.
L’allarme è scattato tramite il numero unico di emergenza 112, contattato dalla vittima durante l’aggressione. Quando il ragazzo avrebbe tentato di chiedere aiuto, sarebbe stato bloccato e colpito con un coltello a serramanico, riportando escoriazioni al collo. Il primo tentativo di prelievo non sarebbe andato a buon fine a causa del malfunzionamento dello sportello automatico.
I tre avrebbero quindi costretto il giovane a salire in auto per raggiungere un altro bancomat e completare l’operazione. L’arrivo tempestivo della polizia ha però interrotto l’azione criminosa, inducendo i sospetti a darsi alla fuga. Due di loro sono stati fermati poco dopo dagli agenti, mentre il terzo è riuscito a far perdere le proprie tracce.
Durante la perquisizione, al 24enne è stato trovato addosso un proiettile a salve compatibile con la pistola semiautomatica recuperata nelle vicinanze, in un parcheggio adiacente a un istituto bancario. L’arma, risultata caricata a salve, è stata sequestrata insieme al coltello presumibilmente utilizzato nell’aggressione.
L’accusa contestata ai due fermati è quella di rapina aggravata in concorso, aggravata dall’uso di armi e dalla minaccia esercitata nei confronti della vittima. La posizione del minorenne è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria competente per i minori, mentre il 24enne dovrà rispondere delle contestazioni davanti alla magistratura ordinaria.
Le indagini proseguono per individuare il terzo componente del gruppo e per chiarire ogni dettaglio della vicenda. Gli inquirenti stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo ulteriori testimonianze.
L’episodio ha suscitato preoccupazione in città, riportando l’attenzione sul fenomeno delle rapine ai danni di giovani nei pressi di locali e aree pubbliche. Fondamentale, in questo caso, si è rivelata la tempestiva chiamata al 112, che ha consentito un rapido intervento delle pattuglie e l’arresto di due dei presunti responsabili.