La bonifica dell’area Caffaro compie il primo passo concreto con l’avvio delle demolizioni dei capannoni storici dello stabilimento. Dopo un’attesa lunga oltre venticinque anni, nella mattinata di venerdì 13 febbraio sono entrati in azione i mezzi nel sito industriale bresciano, segnando l’inizio operativo di uno dei più rilevanti interventi di risanamento ambientale in Italia.
La fase di “decommissioning” – che comprende demolizioni e smantellamento delle strutture – avrà una durata stimata di circa un anno. Solo al termine di questa fase preliminare si potrà procedere con l’intervento strutturale di bonifica dei terreni, contaminati da decenni da Pcb e metalli pesanti. L’obiettivo finale è restituire alla città un’area di 105 mila metri quadrati, destinata a diventare parco pubblico entro il 2030.
Parallelamente alle demolizioni, Arpa avvierà approfondite indagini sul suolo per definire con precisione il livello di contaminazione e individuare le tecnologie più efficaci da applicare. Tra le soluzioni previste figurano il soil washing, l’In Situ Chemical Oxidation (Isco) – che prevede l’immissione di ossidanti chimici per degradare gli inquinanti – il Soil Vapor Extraction (Sve), il Soil Flushing e, nei casi più critici, la sostituzione del terreno contaminato con materiale pulito.
Dopo i primi abbattimenti, si procederà con le perforazioni necessarie ai campi prova. Alla luce delle indagini georadar, inizialmente verrà utilizzato un escavatore a risucchio fino a 1,5 metri di profondità per intercettare eventuali sottoservizi non censiti, per poi passare alla tecnica tradizionale. Tra marzo e aprile saranno installati i campi test per valutare sul campo l’efficacia delle diverse tecnologie di bonifica.
Nel frattempo, A2A Ciclo Idrico Spa prosegue la gestione della barriera idraulica, integrata con sette nuovi piezometri per intercettare specifiche sostanze inquinanti. Caffaro Brescia Srl ha inoltre avviato la realizzazione dei nuovi pozzi 8 e 9, mentre continua il coordinamento con Ats, Provincia e Arpa per il monitoraggio delle matrici ambientali.
Il programma di bonifica è partito formalmente nell’autunno 2025, con la firma del progetto esecutivo il 14 ottobre. L’appalto è stato assegnato al raggruppamento temporaneo di imprese formato da Greenthesis, A.C.R. spa e Nico srl, che ha predisposto il cantiere e avviato le operazioni preliminari nelle settimane successive. L’intervento complessivo durerà 1.790 giorni e comporterà un investimento stimato in almeno 86 milioni di euro.
La sindaca Laura Castelletti ha definito l’avvio delle demolizioni una data destinata a restare nella storia cittadina, sottolineando come l’inizio concreto della bonifica rappresenti la trasformazione di una ferita ambientale in un’opportunità per il futuro. Sulla stessa linea l’assessore regionale Giorgio Maione, che ha parlato di risultato storico frutto di un percorso tecnico e amministrativo seguito passo dopo passo.
Il commissario Mauro Fasano ha evidenziato il rispetto del cronoprogramma e l’importanza del coordinamento tra istituzioni e imprese esecutrici, mentre l’assessora Camilla Bianchi ha richiamato il contributo della cittadinanza, dei comitati e dei consigli di quartiere nel sostenere un percorso lungo e complesso.
Dal fronte delle aziende coinvolte, Greenthesis ha assicurato il rispetto delle normative ambientali e di sicurezza, A.C.R. ha precisato che si occuperà del decommissioning e della bonifica dell’amianto presente, mentre Nico srl ha ribadito l’impegno su trasparenza e tutela dei lavoratori.
Con l’abbattimento dei primi edifici, il sito Caffaro entra finalmente nella fase operativa di un risanamento atteso da decenni, che punta a restituire sicurezza ambientale e nuova vita a un’area simbolo delle criticità industriali del passato.