Per mesi avrebbe trasformato la fine di una relazione in una spirale di persecuzioni e aggressioni. Un uomo di 32 anni, residente nel Bresciano, è stato arrestato dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale su richiesta della Procura. L’accusa è di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, con la quale aveva condiviso tredici anni di vita e avuto due figli.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, dopo la rottura avvenuta nell’agosto 2025, l’uomo avrebbe iniziato a mettere in atto una serie di comportamenti ossessivi e intimidatori. Telefonate ripetute fino a cinquanta volte al giorno, appostamenti sotto l’abitazione della donna e sotto quella della madre, presenze continue e non richieste che avrebbero generato nella vittima uno stato di ansia e paura crescente.
La donna si è rivolta alla polizia alla fine di gennaio, esasperata da una situazione che si protraeva da mesi. La denuncia ha fatto emergere un quadro già segnato da precedenti episodi di violenza. Non si sarebbe trattato infatti del primo intervento delle forze dell’ordine: la vittima aveva già sporto denuncia nel 2018 e successivamente nel 2023.
In quell’occasione più recente, l’uomo le avrebbe provocato la frattura di un braccio durante un’aggressione, episodio per il quale era stato arrestato e condotto in carcere. Un precedente che ha avuto un peso rilevante nella valutazione dell’attuale misura cautelare, evidenziando un’escalation nelle condotte e un concreto pericolo di reiterazione.
Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha richiesto l’emissione di un provvedimento restrittivo, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza e la necessità di tutelare la persona offesa. Il Gip ha accolto la richiesta disponendo la custodia cautelare in carcere.
Dopo l’emissione dell’ordinanza, il 32enne risultava inizialmente irreperibile. Le ricerche si sono concentrate nel territorio cittadino e si sono concluse nel centro di Brescia, dove gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a rintracciarlo e fermarlo. L’uomo è stato quindi accompagnato alla casa circondariale di Canton Mombello, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio la sequenza degli episodi persecutori e verificare eventuali ulteriori condotte violente, in un contesto che riporta l’attenzione sul fenomeno dello stalking e sulla necessità di interventi tempestivi a tutela delle vittime.
Il caso si inserisce in un quadro più ampio di contrasto alla violenza di genere, con l’obiettivo di prevenire escalation che possono sfociare in conseguenze ancora più gravi. La misura cautelare rappresenta, in questa fase, uno strumento volto a garantire la sicurezza della donna e dei suoi familiari.