Si chiude con una condanna a cinque anni e quattro mesi il procedimento a carico di Maurizio Nostro, ragioniere commercialista bresciano, accusato di aver sottratto ingenti somme di denaro nell’ambito degli incarichi fiduciari ricoperti negli anni. La decisione è stata pronunciata oggi, 26 febbraio, dal tribunale di Brescia.
Secondo l’impianto accusatorio, sostenuto dalle indagini della Guardia di Finanza, tra il 2015 e il 2024 l’imputato avrebbe messo in atto un sistema sistematico di distrazione di fondi, per un ammontare complessivo superiore ai due milioni di euro. Le somme sarebbero state sottratte a persone affidate alla sua amministrazione — in particolare anziani e soggetti in condizioni di fragilità — oltre che a patrimoni oggetto di procedure fallimentari.
Le modalità contestate comprenderebbero prelievi in contanti, bonifici e alterazioni della documentazione contabile, con un progressivo depauperamento delle risorse gestite. Nostro, 64 anni, ha ammesso di aver utilizzato per fini personali circa 120 mila euro, sostenendo però che il resto del denaro sarebbe stato impiegato per far fronte a necessità legate ad altri assistiti.
L’arresto era scattato nel marzo dello scorso anno: inizialmente in carcere, successivamente ai domiciliari. Le accuse formulate nei suoi confronti comprendono peculato, rifiuto di atti d’ufficio, falso in atto pubblico e autoriciclaggio. All’inizio del mese la Procura aveva chiesto una pena di cinque anni e sei mesi, richiesta accolta solo in parte dal collegio giudicante.
Tra gli elementi evidenziati nel corso delle indagini figura anche un presunto tentativo di sottrarre beni personali a eventuali misure cautelari patrimoniali. In particolare, un’imbarcazione di pregio di proprietà del professionista sarebbe stata registrata nel registro nautico polacco e ormeggiata in Croazia, con l’obiettivo — secondo gli investigatori — di renderne più complessa la tracciabilità in caso di sequestro.