Pedaggio Corda Molle, esenzioni nel caos a poco meno di 48 ore dal via

Accordo non firmato e sconti ancora incerti mentre scattano le tariffe: proteste dei sindaci, ricorsi al Tar e petizioni online contro il ticket.

Mancano meno di 48 ore all’entrata in vigore del pedaggio sulla Corda Molle, la bretella Ospitaletto-Montichiari, ma il capitolo esenzioni e agevolazioni resta avvolto nell’incertezza. L’accordo tra Provincia e Autovia Padana non è stato ancora perfezionato e non risulta convocato il tavolo con i sindaci dei Comuni esclusi dagli sconti. Il rischio concreto è che, in assenza della firma definitiva, il pagamento scatti per tutti senza distinzione.

Il debutto del ticket, tuttavia, non subirà rinvii. I dieci sensori installati lungo il tracciato, che finora si sono limitati a monitorare i flussi di traffico, da domenica calcoleranno in tempo reale l’importo dovuto per il pedaggio. Le tariffe sono già definite: dodici centesimi al chilometro per auto e furgoni fino a 3,5 tonnellate, 31 centesimi per i mezzi pesanti.

Parallelamente, emergono criticità sul fronte operativo. Per accedere alle agevolazioni è necessario registrarsi sul portale di Autovia Padana, ma i tempi di validazione si sono allungati rispetto alle 72 ore inizialmente previste. Secondo il concessionario, le richieste sarebbero decine di migliaia e avrebbero messo sotto pressione la piattaforma informatica. Le attese si sono prolungate e molti utenti temono di non riuscire a ottenere l’attivazione degli sconti in tempo utile.

Non sono mancate code anche all’Infopoint del casello di Brescia Sud, dove centinaia di persone si sono rivolte direttamente agli operatori per completare la procedura senza incorrere in errori. Ma oltre agli aspetti tecnici, a far discutere è soprattutto il criterio adottato per le esenzioni.

La Provincia ha scelto di riconoscere agevolazioni ai residenti dei Comuni situati entro un raggio di due chilometri dal tracciato. Una decisione che ha soddisfatto 23 sindaci, ma ne ha scontentati molti altri rimasti esclusi. La delimitazione geografica ha innescato un effetto boomerang politico e amministrativo, con richieste di chiarimenti e minacce di ricorsi al Tar.

Sedici sindaci hanno chiesto ufficialmente la convocazione in Broletto, richiesta poi sostenuta da altri amministratori locali. In alcuni casi, la contestazione si è basata su verifiche puntuali delle distanze. È il caso del sindaco di Calcinato, Vincenza Corsini, che ha evidenziato come il confine comunale disti circa 1.800 metri dalla bretella, rientrando dunque nella soglia indicata. Nonostante ciò, il Comune risulta escluso dalle agevolazioni. La richiesta è quella di un’applicazione uniforme e trasparente dei parametri tecnici stabiliti.

Nel frattempo cresce anche la mobilitazione popolare. Sulla piattaforma Change.org sono attive tre petizioni contro il pedaggio. La prima, promossa due anni fa dal sindaco di Montirone Filippo Spagnoli, ha raccolto quasi 14mila adesioni. A questa si sono aggiunte una raccolta firme avviata da Maurizio Buonocore di Montichiari e una lanciata da Italia Viva Brescia-Cremona-Mantova.

La protesta ha superato i confini provinciali. Secondo i coordinatori di Italia Viva, il pedaggio rappresenterebbe un aggravio economico per lavoratori e imprese della Pianura padana, con il rischio di deviare il traffico sulle strade comunali già congestionate, generando ulteriori impatti ambientali ed economici. Viene inoltre sollecitato un intervento di Regione e Ministero per fornire risposte definitive sul tema della gratuità annunciata in passato.

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