Sono ventidue i tifosi colpiti da Daspo in seguito agli scontri avvenuti prima della partita di Serie D tra Pro Palazzolo e Pistoiese, disputata lo scorso 8 febbraio allo stadio comunale di Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia. I provvedimenti sono stati firmati dal questore di Brescia Paolo Sartori al termine delle indagini condotte dalle forze dell’ordine.
Gli episodi di violenza si erano verificati all’esterno dell’impianto sportivo poco prima dell’inizio della gara, quando gruppi di sostenitori delle due squadre si erano affrontati dando vita a tafferugli che avevano coinvolto oltre venti persone. Durante gli scontri uno dei partecipanti era rimasto ferito, rendendo necessario l’intervento dei soccorsi.
Le indagini e l’identificazione dei responsabili
Determinante per ricostruire quanto accaduto è stato l’intervento immediato dei carabinieri della compagnia di Chiari, supportati dal Nucleo informativo del comando provinciale di Brescia.
Le attività investigative hanno permesso di identificare tutti i soggetti coinvolti negli scontri grazie anche all’analisi delle riprese video effettuate nella zona dello stadio. Gli accertamenti hanno quindi portato alla segnalazione dei tifosi ritenuti responsabili dei disordini.
Tra i destinatari dei provvedimenti figurano sei sostenitori della Pro Palazzolo, un tifoso appartenente alla tifoseria gemellata del Salò e quindici supporter provenienti dalla Toscana, legati alla tifoseria della Pistoiese.
Daspo fino a dieci anni
Il questore ha disposto nei confronti dei ventidue tifosi il divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo), con una durata variabile da due fino a dieci anni, stabilita in base alla gravità delle condotte contestate, agli eventuali precedenti penali e alla presenza di recidive.
Per sei tifosi della Pistoiese, ritenuti responsabili dei comportamenti più gravi, è stato applicato anche l’obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia giudiziaria durante lo svolgimento delle partite, misura che rafforza il controllo sulle persone sottoposte al provvedimento.
Il divieto riguarda tutte le manifestazioni sportive organizzate dalle federazioni aderenti al Coni.
Divieto esteso anche alle aree vicine agli stadi
Le restrizioni non si limitano all’accesso agli impianti sportivi. I soggetti colpiti da Daspo non potranno entrare negli stadi né nelle aree limitrofe, comprese le zone utilizzate per il transito o la sosta dei tifosi.
Il divieto interessa quindi parcheggi dedicati, strade circostanti e piazze situate entro un raggio di 500 metri dagli impianti sportivi. Le limitazioni si estendono inoltre anche ad altri luoghi strategici legati agli spostamenti dei sostenitori.
Nelle tre ore precedenti e successive alle partite, i destinatari del provvedimento non potranno trovarsi in stazioni ferroviarie, caselli autostradali, aeroporti, autogrill e altri punti di transito utilizzati dai tifosi, sia in Italia sia all’estero.
La violazione del Daspo comporta una denuncia penale secondo la normativa vigente.
Il commento del questore
Il questore di Brescia Paolo Sartori ha sottolineato la gravità dei comportamenti registrati durante gli scontri.
“È inammissibile che un evento sportivo possa essere utilizzato come pretesto da parte di una minoranza di individui per compiere atti di violenza organizzata”, ha dichiarato Sartori, evidenziando come tali condotte abbiano messo a rischio la sicurezza e l’incolumità delle persone presenti allo stadio.
Secondo il questore, i provvedimenti adottati rappresentano una risposta necessaria per tutelare l’ordine pubblico e ribadire il rispetto delle regole durante le manifestazioni sportive.