Il supermercato Carrefour di via Crocifissa di Rosa a Brescia ha chiuso definitivamente i battenti, lasciando senza lavoro 23 dipendenti e aprendo una vertenza sindacale ancora senza soluzione. La chiusura del punto vendita, avvenuta il 6 gennaio, ha segnato la fine di una lunga presenza commerciale nel quartiere, dove il negozio rappresentava un punto di riferimento per la spesa quotidiana.
Il supermercato aveva vissuto negli anni una fase di grande attività, arrivando anche a estendere l’orario di apertura 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana. Con il tempo, però, la situazione è cambiata: l’orario era stato ridotto prima fino alle 7-22, mentre si stavano valutando ulteriori ridimensionamenti per contenere i costi.
La chiusura è arrivata mentre era in corso una trattativa con le organizzazioni sindacali, che si è però interrotta senza un accordo definitivo. Per i lavoratori si è aperta così una fase complessa, seguita dalla Filcams Cgil, impegnata a cercare soluzioni per la tutela occupazionale dei dipendenti rimasti improvvisamente senza impiego.
Il punto vendita di via Crocifissa di Rosa era gestito in franchising dalla società Supermercati Fama srl, con sede a Milano. Negli anni precedenti, Carrefour Italia aveva infatti avviato una strategia di riorganizzazione che prevedeva la cessione della gestione diretta di alcuni supermercati a operatori locali, mantenendo comunque il marchio e il modello commerciale della catena.
La situazione si è ulteriormente complicata nell’estate del 2025, quando la multinazionale francese ha ceduto oltre mille punti vendita della filiale italiana alla società NewPrinces spa, gruppo agroalimentare con sede a Reggio Emilia e quotato in Borsa. L’operazione, del valore superiore al miliardo di euro, ha segnato un passaggio importante nella gestione della rete commerciale.
Nonostante il cambio di proprietà, il supermercato bresciano aveva continuato a operare con il sistema del franchising. Tuttavia, secondo quanto emerso nel corso della vertenza sindacale, i rapporti commerciali tra la nuova proprietà e la società affiliata sarebbero progressivamente peggiorati.
Le difficoltà si sarebbero riflesse anche nella gestione quotidiana del negozio. Nelle settimane precedenti alla chiusura, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, i clienti avevano notato scaffali sempre meno riforniti, segnale delle tensioni nella catena di approvvigionamento delle merci.
A complicare ulteriormente il quadro ci sarebbero anche alcune questioni legate agli spazi dell’immobile che ospita il supermercato. In particolare, ampie aree del seminterrato utilizzate come parcheggio e magazzino sarebbero state messe all’asta, elemento che potrebbe aver influito sul futuro del punto vendita.
La vertenza ha portato all’apertura di un tavolo di confronto tra azienda e sindacati nella sede di via Folonari, con l’obiettivo di individuare strumenti di tutela per i lavoratori, tra cui eventuali misure di sostegno o soluzioni per la ricollocazione.
Secondo quanto riferito dalla Filcams Cgil, prima dell’interruzione della trattativa sembrava emergere l’ipotesi di un cambiamento nella gestione del supermercato. L’idea sarebbe stata quella di superare il modello del franchising e far rientrare la gestione direttamente sotto il controllo della NewPrinces spa.
Al momento, però, non ci sono conferme ufficiali su questa possibilità. Il sindacato ha dichiarato di essere in attesa di un confronto con la società per capire se esistano margini per riaprire il dialogo e affrontare la situazione dei lavoratori.
La Filcams segue inoltre anche un’altra situazione delicata nel territorio bresciano: quella del supermercato Carrefour di via Ragazzi del ’99, gestito in franchising dalla Pola Market, dove i dipendenti stanno vivendo condizioni di incertezza simili.