Una nuova condanna per quello che è ormai noto come il “truffatore degli alberghi”. Il tribunale di Bolzano ha inflitto un’altra sentenza ad Alfonso Patrizio Russo, 48 anni, originario della provincia di Napoli, già noto alle cronache per una lunga serie di episodi simili avvenuti in diverse località italiane.
L’uomo è stato condannato per insolvenza fraudolenta, un reato che negli anni si è ripetuto con modalità molto simili. Secondo quanto emerso dalle vicende giudiziarie, Russo avrebbe soggiornato in strutture alberghiere fingendosi manager o rappresentante di importanti aziende, promettendo di saldare il conto successivamente. Una volta concluso il soggiorno, però, si sarebbe allontanato senza pagare.
La nuova sentenza rappresenta la tredicesima condanna per reati legati al patrimonio, tra cui truffa, insolvenza fraudolenta e sostituzione di persona. Il suo nome è diventato noto anche a livello mediatico, dopo essere stato citato in servizi televisivi trasmessi da programmi Rai come “La vita in diretta” e “I fatti vostri”, che avevano raccontato il suo particolare modus operandi.
Tra gli episodi più noti figura anche quello avvenuto due anni fa a Gargnano, sul lago di Garda. In quell’occasione l’uomo aveva soggiornato per circa una settimana in un hotel della località gardesana, lasciando la struttura senza pagare il conto.
La vicenda si era conclusa con una denuncia dopo che i gestori dell’albergo avevano riconosciuto l’ospite. A insospettirli erano stati proprio i servizi televisivi dedicati al caso, che avevano mostrato il volto e raccontato le modalità utilizzate dal presunto truffatore per ottenere ospitalità gratuita.
Una volta individuato, i proprietari dell’hotel avevano quindi allertato le forze dell’ordine, segnalando l’accaduto e contribuendo alla ricostruzione dei fatti. L’episodio si era aggiunto a una lunga lista di segnalazioni simili provenienti da diverse strutture ricettive italiane.
Nel corso degli anni, infatti, l’uomo avrebbe messo in atto lo stesso schema in numerose città, riuscendo a ottenere soggiorni in hotel, spesso anche di livello medio-alto, presentandosi come dirigente o rappresentante di società note.
Nonostante le numerose condanne accumulate nel tempo, Russo ha sempre fornito una propria interpretazione dei fatti. “Io non mi ritengo una persona furba – ha dichiarato in passato – piuttosto considero le mie delle leggerezze. Una furberia è fatta con cattiveria, la leggerezza invece è fatta in buona fede”.
Una posizione che però non ha impedito ai tribunali di riconoscere la responsabilità nei vari procedimenti. Nel corso degli anni l’uomo ha infatti accumulato numerose condanne e segnalazioni, diventando un caso ricorrente nel settore alberghiero.
Secondo le informazioni emerse dalle vicende giudiziarie, oltre alle condanne ricevute, Russo sarebbe stato bandito da almeno 32 località, dove strutture ricettive e operatori turistici hanno deciso di non accettare più prenotazioni riconducibili al suo nome.
La nuova condanna pronunciata dal tribunale di Bolzano si inserisce quindi in una lunga serie di procedimenti che hanno riguardato il 48enne negli ultimi anni. Episodi che hanno attirato l’attenzione non solo della magistratura ma anche dei media, contribuendo a far conoscere a livello nazionale la storia del cosiddetto “truffatore seriale degli hotel”.