Un lotto di pomodorini richiamato per la presenza di Salmonella entra nel quadro delle verifiche sulla tossinfezione che nelle scorse settimane ha interessato circa 120 persone, tra bambini e adulti, in diversi comuni della Valtrompia. L’elemento è stato comunicato da Markas, società incaricata della gestione della ristorazione scolastica e del centro cottura di Inzino, struttura al centro degli accertamenti.
L’azienda ha spiegato alle autorità e ai Comuni di disporre, allo stato attuale, di un riscontro derivante dalle analisi e dalle verifiche effettuate. In particolare, il 23 settembre il ministero della Salute aveva pubblicato il richiamo di un lotto di pomodorini ciliegia a causa della possibile presenza del batterio. Lo stesso prodotto, secondo quanto riferito da Markas, era stato impiegato anche nel centro cottura di Inzino.
Il dato è stato condiviso nell’ambito delle verifiche condotte da Ats Brescia e rappresenta uno degli elementi sui quali si stanno concentrando gli approfondimenti.
Il prodotto era stato sottoposto ai normali controlli
Secondo quanto riferito dall’azienda che gestisce il servizio di ristorazione, i pomodorini erano stati sottoposti alle procedure previste di lavaggio e sanificazione prima di essere utilizzati nella preparazione degli alimenti.
La circostanza apre quindi un’altra possibile linea di accertamento: l’eventuale contaminazione potrebbe essere stata già presente all’interno del prodotto, anziché essere riconducibile alle operazioni effettuate nel centro cottura.
A questa ipotesi ha fatto riferimento anche il sindaco di Gardone Valtrompia, Giuliano Brunori, intervenendo durante il consiglio comunale. Secondo la ricostruzione riportata dal primo cittadino, una delle possibilità considerate è che i pomodori possano essere entrati in contatto con acqua contaminata durante la fase di coltivazione, con una conseguente presenza del batterio nella polpa.
Si tratta tuttavia di un’ipotesi ancora da verificare e non di una conclusione sull’origine della contaminazione. Gli accertamenti dovranno infatti stabilire con precisione quando e come il batterio sia entrato nella catena alimentare.
Gli accertamenti sui ceppi di Salmonella
Parallelamente alla ricerca della possibile fonte, Ats Brescia sta lavorando per stabilire se i casi registrati tra la popolazione abbiano una stessa origine microbiologica.
Uno degli strumenti utilizzati è il confronto genomico dei ceppi individuati nei pazienti. La mappatura genomica può consentire di verificare l’eventuale correlazione tra i diversi casi, fornendo agli investigatori sanitari un elemento utile per ricostruire la diffusione dell’infezione.
L’esame assume particolare importanza in una situazione nella quale sono state coinvolte persone residenti in più comuni della Valtrompia. L’obiettivo è comprendere se le infezioni siano riconducibili a una medesima fonte e se esista un collegamento con gli alimenti distribuiti attraverso il servizio di ristorazione.
La Salmonella non è riconoscibile a vista
Uno degli aspetti sottolineati durante gli approfondimenti riguarda anche la difficoltà di individuare la presenza del batterio attraverso un semplice controllo dell’alimento.
La Salmonella, infatti, non determina necessariamente modifiche evidenti dell’aspetto, dell’odore o del sapore del prodotto contaminato. Non è quindi possibile escluderne la presenza limitandosi a un controllo visivo o alle caratteristiche organolettiche dell’alimento.
Questo elemento rende particolarmente importanti le analisi microbiologiche e le procedure di tracciamento della filiera, soprattutto quando emerge un possibile collegamento tra un prodotto richiamato e un focolaio di infezione.
Il richiamo del lotto di pomodorini costituisce dunque un elemento concreto acquisito nel corso degli accertamenti, ma non consente ancora di stabilire in maniera definitiva che quel prodotto sia stato la causa della tossinfezione.
L’indagine prosegue
Oltre agli approfondimenti condotti da Ats, sulla vicenda sono in corso anche le verifiche della Procura di Brescia, chiamata a ricostruire la sequenza degli eventi e le eventuali responsabilità.
Markas ha confermato la propria disponibilità a collaborare con le autorità sanitarie e con gli enti coinvolti nell’inchiesta. Nel frattempo, il centro cottura di Inzino, dal quale provenivano gli alimenti destinati ai servizi di ristorazione scolastica interessati dagli accertamenti, rimane chiuso.
Il lavoro degli organismi sanitari dovrà ora mettere in relazione i risultati delle analisi sui pazienti, il tracciamento dei prodotti e gli esiti dei controlli effettuati lungo la filiera. Soltanto attraverso il confronto di questi elementi sarà possibile chiarire se il lotto richiamato abbia avuto un ruolo nell’episodio e ricostruire l’eventuale percorso della contaminazione.
Per il momento, quindi, il lotto di pomodorini rappresenta una pista investigativa concreta, ma l’origine della Salmonella resta oggetto di accertamento.
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