Brescia ricorda le vittime del lavoro nella 75ª Giornata nazionale

Deposte corone e consegnati riconoscimenti in memoria di chi ha perso la vita sul lavoro. Autorità e istituzioni unite nell’appello alla sicurezza e alla responsabilità.

Ogni otto ore, in Italia, una persona muore sul posto di lavoro. Un dato drammatico che impone di fermarsi, riflettere e agire. Con questo spirito, domenica 12 ottobre Brescia ha celebrato la 75ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, un momento di commemorazione e sensibilizzazione promosso dall’Anmil, l’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro.

La cerimonia tra memoria e impegno

La giornata si è aperta con la Santa Messa nella Chiesa di Sant’Alessandro, seguita dal corteo commemorativo accompagnato dalla Banda Comunale di Rezzato. Il corteo ha raggiunto il monumento ai Caduti del Lavoro in via Vittorio Emanuele, dove è stata deposta una corona d’alloro. Successivamente, in Piazza della Loggia, si è rinnovato il ricordo delle vittime, simbolo del sacrificio di chi ha perso la vita lavorando.

La commemorazione è proseguita nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia con la cerimonia civile, durante la quale sono stati consegnati i Brevetti e i Distintivi d’Onore ai Grandi Invalidi e Invalidi Minori del lavoro, riconoscimento al coraggio di chi continua a testimoniare l’importanza della prevenzione e della sicurezza.

Le parole delle istituzioni

Il presidente di Anmil Brescia, Roberto Valentini, ha ricordato come “la sicurezza sul lavoro resti una ferita aperta per il Paese”, sottolineando la necessità di una presa di coscienza collettiva.

L’assessore comunale Marco Fenaroli ha ribadito che “la formazione è la base di una cultura della sicurezza”, mentre il consigliere provinciale Emanuele Mannatrizio ha denunciato i numeri ancora troppo alti degli incidenti mortali: “Diciotto morti nei primi otto mesi del 2025 sono inaccettabili. Non basta commemorare, bisogna intervenire concretamente per azzerare le vittime”.

Il Prefetto di Brescia, Andrea Polichetti, ha poi evidenziato che “la prevenzione non può essere considerata un mero adempimento burocratico”, ma deve diventare parte integrante della responsabilità di ciascun lavoratore e datore di lavoro.

Un messaggio che interpella tutti

La celebrazione bresciana si è conclusa con un appello condiviso alla consapevolezza e alla formazione, strumenti fondamentali per ridurre i rischi e costruire ambienti di lavoro più sicuri. La memoria delle vittime, ha ricordato Valentini, deve essere motore di cambiamento, affinché nessuno debba più perdere la vita mentre lavora.

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