La presenza dei lavoratori stranieri in provincia di Brescia continua a crescere, confermando il ruolo centrale della comunità internazionale nel tessuto economico locale. L’ultimo rapporto della Fondazione Leone Moressa fotografa una realtà in espansione: oltre 153mila residenti nati all’estero, pari al 12,2% della popolazione, fanno della Leonessa d’Italia la quarta provincia per numero di stranieri dopo Torino, Milano e Roma.
A colpire, oltre alla crescita demografica, è anche il peso economico e fiscale di questa presenza. I contribuenti stranieri bresciani — circa 142mila — versano 351 milioni di euro di Irpef, un valore più alto di quello registrato in undici regioni italiane, tra cui Valle d’Aosta, Marche, Puglia, Campania e Sicilia. Un dato che riflette il forte inserimento degli immigrati nel mondo del lavoro, in particolare nei settori dell’agricoltura e delle costruzioni, dove il loro contributo al valore aggiunto nazionale raggiunge rispettivamente il 18% e il 16,4%.
Tuttavia, il rapporto mette in evidenza anche un ampio divario retributivo: un lavoratore straniero percepisce in media 9mila euro in meno all’anno rispetto a un collega italiano. Una differenza che evidenzia le persistenti disparità salariali e le difficoltà di accesso a impieghi più qualificati.
Demografia e imprenditorialità in crescita
Sul piano demografico, Brescia è la seconda provincia lombarda per residenti stranieri dopo Milano (487mila non italiani) e davanti a Bergamo (123.834). Nel capoluogo vivono 38.421 cittadini di origine straniera, pari al 19,2% della popolazione, mentre in provincia il comune con la maggiore incidenza è Montichiari, con 3.874 residenti non italiani (14,7%).
Oltre la metà (56,4%) dei cittadini stranieri ha tra i 18 e i 49 anni, mentre i minori rappresentano quasi un quarto del totale (23,9%). Quasi la metà proviene da Paesi europei (44%), con la Romania in testa (16%), pari a 24.711 residenti.
Significativo anche il numero di imprenditori stranieri attivi nel Bresciano, oltre 16mila, con una crescita di quasi il 10% nell’ultimo decennio: un segnale di integrazione economica e di dinamismo imprenditoriale.
Il quadro nazionale
A livello italiano, gli stranieri residenti nel 2024 sono 5,3 milioni, pari all’8,9% della popolazione. Secondo la Fondazione Moressa, la popolazione migrante sostiene la crescita demografica con un tasso di natalità di 9,9 nati per mille abitanti, contro i 6,1 degli italiani, e un tasso di mortalità molto più basso (2,1 contro 12,3 per mille). Solo il 6% degli stranieri ha più di 64 anni, a fronte del 26% della popolazione italiana, confermando una composizione più giovane e attiva.
Le previsioni di Unioncamere–Excelsior indicano che, tra il 2024 e il 2028, le imprese italiane avranno bisogno di 3 milioni di nuovi occupati, di cui 640mila stranieri (21,3%). L’80% di questa domanda sarà legata al ricambio generazionale dovuto ai pensionamenti, mentre il restante 20% deriverà dalla crescita economica.
Il quadro delineato dalla Fondazione Moressa mostra dunque una Brescia multiculturale e produttiva, dove la presenza straniera rappresenta una risorsa economica strutturale, ma anche una sfida sul fronte dell’equità salariale e dell’inclusione lavorativa.