Misteriosi sacchi verdi abbandonati in città: indagini in corso

Lana di vetro tra via Morosini, via Chinca e via Bonardi: Polizia locale al lavoro per identificare chi ha scaricato il materiale potenzialmente pericoloso.

Un ritrovamento insolito e potenzialmente rischioso ha destato preoccupazione a Brescia, dove diversi sacchi verdi, probabilmente contenenti lana di vetro, sono stati abbandonati il 20 ottobre in varie zone del quartiere compreso tra via Morosini, via Chinca e via Fratelli Bonardi, non lontano da via Milano.

Le segnalazioni dei residenti, giunte nell’arco di poche ore, hanno portato all’intervento della Polizia locale, che ha delimitato le aree con il nastro bianco e rosso e apposto cartelli di divieto di contatto. Secondo le prime ipotesi, il materiale potrebbe provenire da lavori di ristrutturazione o smaltimenti abusivi di residui edili.

Attualmente, i sacchi sono sotto sequestro e saranno sottoposti a verifiche tecniche per stabilire con certezza la natura e la pericolosità delle sostanze contenute. L’obiettivo degli accertamenti, fanno sapere dal comando, è risalire al responsabile dell’abbandono, un reato ambientale punito con multe elevate e, nei casi più gravi, denunce penali.

Nel frattempo, però, i rifiuti restano visibili in diversi punti della zona, vicino ai cassonetti, alle abitazioni e alle aree verdi pubbliche, esposti al rischio di manomissioni. Alcuni cittadini hanno infatti segnalato che nella notte uno dei nastri di delimitazione è stato strappato e che alcuni sacchi sarebbero scomparsi, probabilmente portati via da ignoti.

Una situazione che preoccupa, sia per il potenziale rischio per la salute, dato che la lana di vetro può provocare irritazioni cutanee e respiratorie se dispersa nell’ambiente, sia per la crescente inciviltà di chi scarica rifiuti speciali in zone residenziali.

Il Comune e la Polizia locale invitano i cittadini a non avvicinarsi ai sacchi e a segnalare eventuali movimenti o nuovi abbandoni. Le indagini, coordinate dagli uffici ambientali comunali, puntano a individuare i responsabili attraverso l’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.

Immagine di repertorio

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