Omicidio di Lonato, Roberto Held si difende: «Ho agito per salvarmi»

Durante l’interrogatorio davanti al Gip, il 50enne Sinti ha ammesso le proprie responsabilità ma ha sostenuto di aver reagito per legittima difesa. Sullo sfondo, una faida familiare culminata nel delitto del 2 ottobre 2025.

Carabinieri

Si è assunto ogni responsabilità Roberto Held, il 50enne di etnia Sinti accusato dell’omicidio di Dolores Dori, 44 anni, originaria del Vicentino e residente a Camponogara, in provincia di Venezia. Il delitto risale al 2 ottobre 2025, quando, all’interno di un piccolo campo nomadi di Lonato, la donna venne colpita da due proiettili che le risultarono fatali.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip, tenutosi nella mattinata di oggi, Held ha fornito la sua versione dei fatti dichiarando: «Ho agito per difendermi». Un’affermazione che potrebbe modificare l’impianto accusatorio a suo carico, ancora in fase di valutazione da parte della Procura di Brescia.

Un contesto familiare teso

Gli investigatori avevano da tempo segnalato tensioni tra la famiglia Dori e quella di Held, originate da una relazione sentimentale osteggiata tra i rispettivi figli. La giovane, figlia di Dolores, avrebbe intrecciato un legame con il figlio di Roberto Held, ma i contrasti familiari si sarebbero presto trasformati in una spirale di rancori e minacce.

Secondo quanto ricostruito, la madre di Dolores — conosciuta come la “Regina dei Sinti di Pistoia” — avrebbe partecipato, insieme alla figlia e ad altri parenti, a un assalto al campo nomadi di Lonato, culminato nella sparatoria in cui Dori perse la vita. La donna, trasportata d’urgenza all’ospedale di Desenzano, morì durante un intervento chirurgico nonostante i tentativi dei medici.

La fuga e la resa di Held

Dopo il delitto, Held si era reso irreperibile per diverse settimane. Gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Brescia, hanno seguito le sue tracce attraverso vari campi nomadi tra il Bresciano e il Trentino, fino alla resa spontanea avvenuta due giorni fa presso il comando provinciale dei carabinieri di Brescia.

La latitanza, secondo fonti investigative, avrebbe pesato anche su chi lo ospitava. L’uomo, originario della provincia di Trento, era considerato una presenza ingombrante e difficile da gestire, anche a causa del rilievo mediatico e del rango della vittima all’interno della comunità Sinti.

I funerali e le indagini

I funerali di Dolores Dori si sono tenuti solo di recente, quasi un mese dopo il delitto, per motivi di sicurezza. L’autopsia è stata eseguita pochi giorni prima della cerimonia funebre, svoltasi all’alba in forma strettamente privata, con un imponente servizio d’ordine pubblico.

Le indagini restano complesse: la madre e il figlio della vittima sono stati fermati, anche grazie a un video che mostrerebbe parte dell’assalto del 2 ottobre. Inoltre, un filmato pubblicato il giorno precedente dall’ex marito di Dolores e dal figlio, contenente minacce contro la famiglia Held, è ora al vaglio degli inquirenti. Tutti elementi che potrebbero influire sulla valutazione della legittima difesa invocata da Held.

Durante l’interrogatorio, il 50enne ha ammesso di aver impugnato due pistole nel momento in cui si è accorto dell’irruzione nel campo, ma ha insistito sul fatto di aver reagito solo per difendersi da un’aggressione.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Polfer Polizia Ferroviaria Brescia
Violenza contro la Polfer durante l’intervento: agenti feriti e auto di servizio danneggiata a Brescia...
Decisiva la segnalazione immediata: i Carabinieri bloccano un raggiro con spoofing bancario...
Dimesso dall’ospedale e trasferito in carcere il 49enne accusato dell’omicidio della moglie...

Altre notizie