L’emergenza abitativa nel Bresciano: un quadro sempre più critico

La situazione abitativa nel Bresciano non sembra migliorare, anzi, i segnali di una crescente difficoltà sono evidenti. La ricerca di un’abitazione in affitto diventa ogni anno più complicata, mentre il numero di famiglie che rischiano di essere sfrattate cresce in modo preoccupante.

Stando agli Insight di Immobiliare.it, il tempo medio per trovare un affittuario è aumentato, passando dai 5,4 mesi dello scorso anno ai 5,6 mesi attuali, e questo in un contesto in cui i canoni d’affitto sono aumentati, in media, del 6% in tutta Italia. La crescente difficoltà di accesso alla casa si accompagna a un altrettanto preoccupante incremento degli sfratti.

Nel Bresciano, infatti, dal 2023 al 2024 si è registrato un incremento del 6,6% degli sfratti, passando da 721 a 772, dei quali 557 sono dovuti a morosità (in lieve calo rispetto ai 631 del 2023). Si tratta di oltre 2 sfratti al giorno, un dato che, pur essendo inferiore alla media nazionale, evidenzia comunque una tendenza preoccupante. In effetti, 7,4 sfratti ogni mille famiglie rimangono senza casa, un dato che cresce anno dopo anno.

I dati nazionali sono altrettanto allarmanti. A livello nazionale, gli sfratti sono saliti a 40.158, con un aumento del 2% rispetto all’anno scorso, ma solo la metà degli sfratti emessi viene concretamente eseguita (21.337). Questo dimostra le difficoltà nel liberare gli alloggi, nonostante l’intenzione del Governo di accelerare i tempi di esecuzione degli sfratti. Tuttavia, le associazioni di categoria mettono in guardia su come una tale accelerazione possa amplificare l’emergenza abitativa, senza risolvere le problematiche di fondo.

Le difficoltà delle famiglie in difficoltà

Un tema centrale è quello delle famiglie che, a causa della morosità incolpevole, non riescono a pagare l’affitto. Simone Cardin, rappresentante del Sunia Cgil Brescia, denuncia come da tre anni il fondo per la morosità incolpevole sia stato ridotto drasticamente (del 90%), penalizzando le famiglie più vulnerabili, colpite dalla perdita del lavoro o da una riduzione del reddito. Questo strumento, che una volta aiutava a tamponare le crisi temporanee, è ormai inadeguato a fronte della crescente povertà e instabilità economica.

A complicare ulteriormente la situazione, nel Comune di Brescia ci sono circa 13-14 mila alloggi sfitti, un numero significativo che potrebbe essere utilizzato per arginare l’emergenza, ma che è raramente messo a disposizione tramite il canone concordato, uno strumento che, seppur esistente, è poco utilizzato dai proprietari. Cardin sottolinea come una maggiore disponibilità da parte dei proprietari potrebbe fare la differenza, permettendo di dare una risposta concreta a molte famiglie in difficoltà.

La realtà degli alloggi sfitti

Anche Domenico Bizzarro, coordinatore dell’Agenzia per la Casa di Brescia, ha evidenziato la difficoltà di rendere disponibili gli alloggi sfitti. Molti di questi sono destinati al turismo breve o agli studenti, ma altri sono semplicemente fatiscenti e non abitabili senza importanti lavori di ristrutturazione. La distanza economica tra quanto possono permettersi i potenziali inquilini e le richieste elevate da parte dei locatori rimane un problema fondamentale, con pochi proprietari disposti a utilizzare strumenti come il canone concordato, che potrebbero rendere gli affitti più accessibili.

Conclusioni: Un’emergenza abitativa che persiste

In sintesi, il Bresciano sta vivendo una vera e propria emergenza abitativa, che si manifesta con l’aumento degli sfratti, l’accesso ridotto agli affitti a causa dei canoni elevati e l’impossibilità di sfruttare pienamente gli alloggi sfitti. A meno di interventi strutturali, come il rifinanziamento dei fondi per la morosità incolpevole e una maggiore disponibilità di alloggi a canone concordato, la situazione continuerà a peggiorare. Le difficoltà economiche delle famiglie si scontrano con una carenza di politiche abitative adeguate, creando una spirale di disagio che appare difficile da fermare.

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