Piscine comunali, le società di nuoto bresciane denunciano: «Gestione monopolistica a favore di AN Brescia»

Cinque realtà sportive scrivono alla sindaca Castelletti chiedendo la revoca dell’affidamento e una revisione completa dei criteri di assegnazione: timori per il futuro della formazione e del settore pre-agonistico.

La gestione delle piscine comunali di Brescia torna nuovamente al centro delle polemiche. Cinque società sportive – Gam Team, Leonessa Nuoto, Nuoto Master Brescia, Golden Brixia e Russian Synchro School – hanno inviato una lettera alla sindaca Laura Castelletti denunciando criticità e opacità nell’assegnazione degli impianti e nelle attività formative. Una vicenda che riapre un dibattito mai realmente sopito, da quando la gestione è passata all’AN Brescia tramite un percorso ritenuto anomalo da più parti.

Secondo le realtà firmatarie, il nodo principale riguarda il modo in cui la società subentrata alla AN Brescia, AN Brescia Team Ssd, è arrivata a ottenere il controllo degli impianti e soprattutto del settore pre-agonistico. La gestione, infatti, non sarebbe stata attribuita direttamente dalla società in house San Filippo tramite gara – come previsto – ma attraverso un affidamento mediato dalla Federazione italiana nuoto, passaggio che in passato aveva già sollevato perplessità e una specifica interrogazione del centrodestra in Consiglio comunale.

Le società denunciano inoltre la nascita di una nuova società che avrebbe preso in carico l’intera operazione: una Newco costituita il 17 luglio 2025, partecipata per l’80% da B-FARM srl e al 20% da Andrea Malchiodi. Quest’ultimo, sottolineano i firmatari, è contemporaneamente amministratore unico dell’AN Brescia e, all’epoca dell’affidamento, ricopriva il ruolo di consigliere della Fin. Un intreccio di ruoli che alimenta dubbi sulla trasparenza e sulla legittimità della procedura.

La contestazione più rilevante riguarda però il futuro del settore giovanile: la gestione dell’intero pre-agonismo sarebbe stata assegnata in esclusiva alla nuova società, con la conseguenza che tutti i bambini iscritti ai corsi avanzati verrebbero automaticamente tesserati per AN Brescia. Per i firmatari si tratta di una scelta definita “gravissima, perché di fatto elimina il pluralismo sportivo e concede a un unico soggetto un bacino di atleti finanziato con risorse e strutture pubbliche.

Secondo le cinque società, questo assetto determina una posizione di monopolio, precludendo alle altre realtà l’accesso ai vivai e alterando la competizione sportiva. Un esito particolarmente problematico, affermano, per un sodalizio privo di anzianità e punteggi, che si ritroverebbe improvvisamente in una posizione dominante grazie a un affidamento gestito indirettamente e senza un confronto aperto.

La sindaca Castelletti ha risposto rapidamente alla segnalazione, assicurando massima attenzione alle criticità sollevate. «Prendiamo atto delle vostre preoccupazioni – ha dichiarato – soprattutto riguardo al rischio di marginalizzazione del settore giovanile e pre-agonistico». La prima cittadina ha annunciato l’intenzione di avviare un confronto formale con San Filippo e Fin, con l’obiettivo di verificare ogni passaggio procedurale e chiarire i punti critici evidenziati dalle società firmatarie.

Castelletti ha inoltre precisato che sarà necessario acquisire tutti gli elementi tecnici dagli uffici competenti prima di formulare una valutazione e che gli esiti dell’istruttoria verranno condivisi pubblicamente. Una posizione che apre alla possibilità di interventi correttivi, mentre le società sportive chiedono non solo chiarimenti, ma la revoca dell’affidamento e la reintroduzione di criteri equi per l’assegnazione di spazi e tariffe.

In attesa delle verifiche annunciate dalla Loggia, la vicenda riporta in primo piano il tema della trasparenza nella gestione degli impianti sportivi comunali e il ruolo delle società in house, chiamate a garantire imparzialità e pluralismo in un settore che coinvolge centinaia di famiglie e il futuro dei giovani atleti bresciani.

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