La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, celebrata il 25 novembre, ha visto Brescia e provincia animarsi di numerose iniziative, come riportato dai colleghi di BresciaOggi. Momenti di riflessione e partecipazione hanno attraversato istituzioni, scuole, piazze e luoghi simbolici, uniti dal colore rosso, segno della lotta ai femminicidi e richiamo al sangue versato dalle vittime.
La ricorrenza, istituita dall’Onu nel 1999, ricorda le tre sorelle Mirabal, uccise nella Repubblica Dominicana il 25 novembre 1960 per la loro opposizione al regime. Il rosso, che domina panchine, scarpe e installazioni, racconta sofferenza, coraggio e la necessità di una trasformazione culturale profonda. L’origine delle scarpe rosse risale all’artista messicana Elina Chauvet, che nel 2009 collocò 33 paia di calzature femminili colorate di rosso per ricordare le vittime di Ciudad Juárez, tra cui la sorella.
Al Palazzo di Giustizia, il corridoio principale si è trasformato in un percorso simbolico con 44 sedie rosse, tante quante le donne uccise in Italia nel 2025. L’iniziativa “Posto Occupato” ha invitato a riflettere sulle vite spezzate, con gli interventi della presidente della Corte d’Appello Giovanna di Rosa e del procuratore generale Guido Rispoli, che hanno richiamato la necessità di non minimizzare un fenomeno ancora persistente, fatto di abusi quotidiani, stalking e violenze domestiche.
A sottolineare la dimensione sociale dell’impegno, è intervenuta anche la sindaca Laura Castelletti, ricordando che quelle sedie rappresentano «vite che potevano trovare un destino diverso», e richiamando la responsabilità condivisa di istituzioni e cittadini.
La città ha visto inoltre l’inaugurazione di diverse panchine rosse. L’ASST Spedali Civili ha installato tre nuove panchine nei presidi ospedalieri di Brescia, Gardone Val Trompia e Montichiari, come segno visibile della volontà di promuovere ascolto, prevenzione e sostegno. Un’altra panchina è apparsa nel cortile di Palazzo Martinengo, accompagnata dalla frase di Eleanor Roosevelt “Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”, mentre gli allievi del liceo musicale Veronica Gambara hanno curato l’accompagnamento musicale.
Il coinvolgimento dei più giovani è stato centrale. Alla Cattolica, Jolanda Renga ha condiviso la sua testimonianza sulle minacce online e sulla disinformazione che può alimentare forme di ricatto digitale, mentre l’attrice Maria Chiara Arrighini ha proposto un monologo dedicato a Franca Viola, figura simbolo dell’emancipazione femminile in Italia.
Le scuole di ogni ordine hanno dedicato la giornata ad attività di riflessione. All’Istituto Don Milani di Montichiari, studenti e docenti hanno assistito allo spettacolo “Ferite a morte” e poi partecipato a un flash mob sotto il portico dell’istituto. Tra gli interventi, quello del rappresentante degli studenti Andrea Bottazzi, il saluto della dirigente Claudia Covri e l’esibizione dell’alunna Alice Pirani con “I Will Survive”, prima del coro collettivo che ha urlato tre volte «Mai più». Coinvolgente anche la mostra a tema realizzata alla scuola media Sant’Andrea di Concesio, con installazioni pensate per stimolare consapevolezza e dialogo.