«Prevenire lo spaccio è fondamentale»: arrestato a Brescia un 54enne già ai domiciliari

La Squadra Mobile trova nuovamente eroina e cocaina nella casa dell’uomo, già sottoposto a misura cautelare per reati analoghi.

Un cittadino tunisino di 54 anni, irregolare sul territorio italiano, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Brescia per detenzione di droga ai fini di spaccio mentre si trovava già agli arresti domiciliari per lo stesso tipo di reato.
La questura ha precisato che l’uomo aveva alle spalle numerosi precedenti penali e di polizia, in particolare legati alla vendita di sostanze stupefacenti.

La perquisizione nella sua abitazione

Gli agenti si erano presentati alla sua abitazione per trasferirlo in carcere, decisione maturata dopo una precedente perquisizione avvenuta a novembre, quando era stato trovato ancora una volta in possesso di stupefacenti.

Durante l’esecuzione del provvedimento, il 54enne, apparso in evidente agitazione, è stato nuovamente sorpreso con eroina e cocaina già suddivise in dosi, oltre a materiale per il confezionamento e denaro contante ritenuto frutto dell’attività di spaccio, non avendo l’uomo alcun impiego regolare.

Arresto in flagranza e trasferimento in carcere

Bloccato ancora con droga pronta per essere venduta, il cinquantenne è stato arrestato in flagranza e condotto alla casa circondariale “Nerio Fischione”. Contestualmente, il questore ha emesso nei suoi confronti un Decreto di allontanamento dal territorio nazionale, misura che diventerà esecutiva non appena l’uomo verrà scarcerato.

Le parole del questore sulla lotta allo spaccio

Nell’annunciare il provvedimento, il questore Sartori ha voluto sottolineare la strategia operativa adottata dalle forze dell’ordine:
«La prevenzione e la repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti è di fondamentale importanza nell’azione di Polizia al fine di sottrarre alle organizzazioni criminali le fonti di sostentamento illecito. In tal modo, inoltre, si pone un argine al micro-spaccio di piazza che genera non solo un incremento dei reati predatori finalizzati all’ottenimento del denaro per acquistare le dosi, ma anche un diffuso sentimento di insicurezza nei cittadini».

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