Li chiamano “balloons”, oppure “galaxy gas”. Sono palloncini riempiti di protossido d’azoto (N2O), inalato una boccata alla volta per ottenere uno sballo rapido e a basso costo. Una pratica che, partita dagli Stati Uniti, sta trovando sempre più spazio anche in Italia, spinta da TikTok, dalla musica trap e dalla percezione – errata – di una sostanza poco pericolosa.
A Brescia e provincia il fenomeno è ormai sotto osservazione, tanto da aver attirato l’attenzione dei servizi sanitari e delle amministrazioni locali.
Cos’è il protossido d’azoto e perché attira i ragazzi
Il protossido d’azoto è un gas noto da tempo in ambito medico e industriale. In passato veniva utilizzato soprattutto come anestetico e analgesico in odontoiatria, mentre oggi è impiegato anche nell’industria alimentare, ad esempio per le bombolette di panna montata.
“I giovani lo acquistano facilmente online, soprattutto tramite Instagram – spiega Luca Gheda, psichiatra e responsabile del Servizio Tossicodipendenze dell’Asst Spedali Civili –. Arriva in bombolette da otto grammi, spesso aromatizzate e con un packaging accattivante”. Il gas viene trasferito in un palloncino e inalato lentamente durante feste o serate tra amici.
L’effetto dura 10-15 minuti e provoca euforia, intorpidimento e senso di distacco dalla realtà, spingendo a un uso ripetuto nel corso della stessa serata.
Un fenomeno in espansione anche in Lombardia
“Al Sert ne sentiamo parlare da 7-8 mesi – racconta Gheda –. A farne uso sono soprattutto ragazzi tra i 17 e i 21 anni, spesso già consumatori di alcol e cannabinoidi”. Le segnalazioni arrivano non solo dalla città, ma anche dall’hinterland, dal Garda e da aree limitrofe come la Bergamasca.
A confermare la diffusione sono i ritrovamenti di bombolette e palloncini nei parchi, avvenuti di recente anche a Poncarale. Un trend che in altri Paesi europei, come Regno Unito e Francia, ha già portato all’introduzione di restrizioni. Da tempo anche il Centro europeo per il monitoraggio delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda) segnala il fenomeno come emergente.
I rischi immediati: ustioni, ipossia e aritmie
Contrariamente a quanto molti credono, l’inalazione di protossido d’azoto comporta rischi seri per la salute. 2Il gas viene erogato a circa -40 gradi – spiega Gheda – e può causare ustioni da freddo, soprattutto attorno alla bocca”. Lesioni che vengono definite dagli specialisti come “faccia da clown”.
Altri campanelli d’allarme da non sottovalutare sono:
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tosse persistente
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disturbi dell’equilibrio
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parestesie, soprattutto alle mani
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presenza di palloncini in casa
Gli effetti acuti possono essere anche più gravi: insufficienza respiratoria, ipossia, aritmie cardiache e, nei casi estremi, infarto.
Danni a lungo termine e rischio di dipendenza
Ancora più insidiosi sono gli effetti nel medio-lungo periodo. L’uso continuativo di N2O può causare una grave carenza di vitamina B12, fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso.
“Questa carenza può portare a neuropatie anche severe – avverte lo psichiatra – compromettendo la guaina mielinica che protegge i neuroni”. Inoltre, il protossido d’azoto può generare dipendenza. “Abbiamo seguito il caso di un ragazzo che lo ha provato a una festa e oggi sente il bisogno di inalare gas anche durante attività quotidiane”.
L’appello degli esperti: informare e non sottovalutare
Di fronte a un fenomeno che combina facile reperibilità, basso costo e una percezione di innocuità, gli specialisti invitano famiglie e istituzioni a non abbassare la guardia.
“Servono informazione e attenzione – conclude Gheda – Dietro palloncini che sembrano un gioco si nasconde un rischio concreto per la salute fisica e mentale dei ragazzi”.