Il “made in Brescia” spinge la ripresa lombarda

Nel quarto trimestre 2025 l’industria bresciana cresce del 3% su base annua, oltre la media regionale. Bene artigianato e servizi, rallenta il commercio.

Brescia si conferma motore manifatturiero della Lombardia nel finale del 2025. I dati dell’indagine congiunturale di Unioncamere Lombardia evidenziano come la produzione industriale bresciana sia cresciuta del 3% su base annua nel quarto trimestre, superando la media regionale ferma al +2,3% e contribuendo in modo significativo al +1,2% annuo complessivo.

Il risultato consolida l’inversione di tendenza già emersa nei due trimestri precedenti, dopo una lunga fase negativa durata otto periodi consecutivi. Su base congiunturale, la crescita rispetto al trimestre precedente si attesta allo 0,3%, segnale di una ripresa che, pur graduale, mostra maggiore stabilità.

A trainare l’espansione sono alcuni comparti chiave. Le performance migliori si registrano nel legno-arredo (+15,6% tendenziale), nella chimica (+12,9%) e nella meccanica (+3,5%), settori che storicamente rappresentano pilastri del sistema produttivo bresciano. In controtendenza tessile (-1,2%) e carta-stampa (-0,7%), che evidenziano ancora difficoltà legate alla domanda e ai costi di produzione.

Anche sul fronte del fatturato l’industria provinciale mostra segnali robusti: +6,4% su base annua, mentre gli ordinativi crescono del 3,4%, in miglioramento rispetto al +0,7% del trimestre precedente. Un dato che rafforza le aspettative di continuità nel breve periodo. Il 27,4% degli imprenditori industriali si attende infatti un’ulteriore crescita nei prossimi mesi, delineando un clima di cauto ottimismo.

Il quadro positivo si estende, seppur con intensità più contenuta, all’artigianato manifatturiero. Nel quarto trimestre 2025 la produzione segna un +0,9% tendenziale, superiore al +0,7% regionale. Tra i comparti più dinamici spiccano tessile (+19,8%), pelli e calzature (+17,6%), alimentari (+7,5%) e legno-mobilio (+4,6%). Restano invece in terreno negativo abbigliamento (-10,2%), gomma-plastica (-8,1%) e siderurgia (-2,5%). Il fatturato artigiano cresce del 2,2% su base annua, ma le aspettative risultano più prudenti: solo il 10,9% degli imprenditori prevede un aumento dell’attività.

Nel terziario, i servizi mostrano un incremento dei ricavi del 2,2% tendenziale, dato positivo ma inferiore rispetto al +4,8% registrato nella precedente rilevazione. Le prospettive indicano una fase di sostanziale stabilità, in un contesto ancora condizionato dall’andamento dei consumi e dai costi operativi.

Più complessa la situazione del commercio, che nel Bresciano registra un calo dell’1,4% dei fatturati su base annua. Il 27,9% delle imprese del settore prevede una contrazione dei ricavi nei prossimi mesi, riflettendo le difficoltà legate al potere d’acquisto delle famiglie, stimato in lieve crescita ma ancora insufficiente a sostenere pienamente la domanda interna.

Tra i fattori che hanno sostenuto la ripresa industriale, viene indicata la lieve accelerazione dell’economia tedesca nell’ultimo trimestre del 2025 e la capacità del sistema produttivo locale di assorbire, almeno finora, l’impatto dei dazi statunitensi. La diversificazione dell’export verso nuovi mercati ha contribuito a contenere i contraccolpi, rafforzando la resilienza del tessuto imprenditoriale.

Restano tuttavia alcune criticità trasversali: il costo dell’energia e delle materie prime continua a rappresentare un elemento di pressione, soprattutto per l’artigianato e i comparti energivori. Anche l’agricoltura, pur sostenuta dall’export dei prodotti tipici, registra preoccupazioni nel settore lattiero-caseario e negli allevamenti, a causa di un eccesso di produzione e di un calo generalizzato dei prezzi.

Nel complesso, il quarto trimestre 2025 fotografa un Bresciano protagonista della ripresa lombarda, con un’industria che torna a crescere e un sistema economico che, pur tra incertezze, mostra segnali di consolidamento.

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