Turismo sul Basso Garda, albergatori fiduciosi per la nuova stagione

Il settore turistico del Basso Garda guarda con ottimismo alla prossima stagione

Il settore turistico del Basso Garda guarda con ottimismo alla prossima stagione. Nonostante l’incertezza legata ai conflitti internazionali, all’aumento dei costi energetici e alle possibili ripercussioni sui viaggi, gli operatori alberghieri ritengono che i numeri possano restare in linea con quelli dell’anno precedente.

A sottolinearlo è Emanuele Bonotto, presidente di Visit Desenzano e consigliere regionale di Federalberghi, secondo cui l’esperienza maturata negli anni della pandemia ha insegnato agli operatori a gestire le oscillazioni del mercato. Il comparto, spiega, ha sviluppato competenze e strategie utili per affrontare momenti di incertezza e trasformarli in occasioni di crescita.

Un elemento chiave è stata la scelta di ampliare e diversificare i mercati di riferimento. Questa strategia ha permesso di compensare il calo di alcune presenze con l’arrivo di nuovi visitatori. Nel 2025, ad esempio, i turisti provenienti dalla Germania sono diminuiti dell’8%, ma l’aumento degli arrivi da Regno Unito (+14%) e Stati Uniti (+16%) ha bilanciato il dato. In crescita anche le presenze di francesi, austriaci, polacchi e ungheresi, mentre resta più limitato l’afflusso di turisti spagnoli.

La stessa tendenza positiva si registra in località come Desenzano e Sirmione. Qui l’assenza dei visitatori provenienti dai Paesi arabi non rappresenta un problema rilevante, considerando che in passato costituivano una quota minima del totale. Il territorio, inoltre, continua ad attrarre per la qualità dell’offerta turistica, per la rete infrastrutturale efficiente e per prezzi che, secondo gli operatori, risultano competitivi rispetto ad altre destinazioni balneari italiane.

I dati confermano il ruolo centrale di Desenzano nel panorama turistico gardesano: con circa 1,24 milioni di pernottamenti, la località è tornata ai vertici tra le mete più scelte sul lago, superando altre destinazioni molto frequentate. Il settore alberghiero rimane la soluzione preferita da quasi la metà degli ospiti, pari a circa il 45%.

Sul fronte economico, l’aumento dei costi energetici rappresenta una sfida inevitabile. Per questo il Consorzio ha indicato un adeguamento delle tariffe compreso tra il 3% e il 5%, una linea che molti operatori intendono seguire per mantenere sostenibile l’attività senza incidere eccessivamente sui prezzi per i visitatori.

Guardando al contesto internazionale, alcuni fattori potrebbero persino favorire il Garda. Le difficoltà che interessano alcune destinazioni turistiche tradizionali, come quelle del Mar Rosso, potrebbero infatti spingere una parte dei viaggiatori – italiani compresi – a scegliere mete più vicine e percepite come sicure.

Secondo gli operatori, la collaborazione tra istituzioni e imprese private resta decisiva per rafforzare l’attrattività del territorio. Promozione, qualità dei servizi e attenzione agli ospiti sono considerati elementi fondamentali per affrontare le sfide del mercato turistico globale e continuare a valorizzare il Garda come destinazione di riferimento.

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