Aggressioni ai sanitari in Lombardia, nel 2025 calo del 16%

Quasi 9mila segnalazioni complessive nella regione, ma i casi diminuiscono rispetto al 2024. A Brescia registrati 805 episodi tra città e provincia.

Le aggressioni nei confronti del personale sanitario restano un fenomeno diffuso negli ospedali lombardi, ma nel 2025 emerge per la prima volta un segnale di diminuzione. Secondo i dati raccolti dall’Agenzia di Controllo del Sistema Sociosanitario Lombardo (ACSS) e dalla Direzione generale Welfare di Regione Lombardia, gli episodi segnalati risultano in calo rispetto all’anno precedente.

Nel territorio di Brescia e provincia, nel 2025 sono state registrate 805 aggressioni ai danni di medici, infermieri e operatori sanitari, un numero che conferma la dimensione del problema in una delle aree con la rete ospedaliera più estesa della regione.

Guardando all’intero sistema sanitario lombardo, i numeri mostrano però una riduzione significativa. Gli operatori degli enti pubblici che hanno denunciato un’aggressione sono stati 4.826 nel 2025, contro i 5.690 del 2024, con una diminuzione pari al 15,2%.

Se si includono anche le strutture private di ricovero e i servizi territoriali, le segnalazioni complessive nel 2025 arrivano a 8.953, mentre l’anno precedente erano state 10.664. Il calo complessivo si attesta quindi intorno al 16%, un risultato che viene interpretato dalle istituzioni regionali come il primo effetto delle strategie di prevenzione introdotte negli ultimi anni.

L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha sottolineato come il dato rappresenti un segnale incoraggiante, pur mantenendo alta l’attenzione sul tema della sicurezza negli ospedali. “Il calo delle aggressioni è un segnale positivo, ma la sicurezza di chi lavora nelle strutture sanitarie resta una priorità assoluta”, ha dichiarato.

Secondo l’assessore, la tutela del personale sanitario è strettamente legata alla qualità del sistema sanitario pubblico. “Proteggere chi cura significa garantire ai cittadini un ambiente più sicuro e condizioni di lavoro adeguate”, ha aggiunto, evidenziando l’importanza della collaborazione con le forze dell’ordine.

L’analisi dei dati regionali conferma alcune tendenze ormai consolidate. Gli infermieri risultano la categoria più colpita, rappresentando circa il 56% delle segnalazioni. I medici costituiscono invece circa il 18% degli episodi, mentre il restante 26% riguarda altre figure professionali del comparto sanitario.

Nella maggioranza dei casi si tratta di aggressioni verbali. Circa il 74% degli episodi consiste infatti in minacce, insulti o comportamenti intimidatori, mentre poco meno di un caso su quattro sfocia in violenza fisica.

Anche il profilo degli aggressori segue uno schema abbastanza ricorrente. Nel oltre il 70% dei casi l’autore dell’aggressione è il paziente stesso, mentre i familiari rappresentano circa il 26% degli episodi. Le aggressioni compiute da persone estranee alle strutture sanitarie restano invece una minoranza.

La distribuzione temporale delle aggressioni riflette inoltre i momenti di maggiore attività del sistema sanitario. Oltre l’86% degli episodi avviene nei giorni feriali, con una concentrazione nelle fasce orarie di maggiore affluenza. La mattina registra circa il 42% degli eventi, seguita dalle fasce pomeriggio e sera-notte, entrambe attorno al 29%.

Per quanto riguarda i luoghi in cui avvengono più frequentemente le aggressioni, le aree di degenza rappresentano il contesto più esposto con il 45,7% dei casi, seguite dai Pronto soccorso con il 27,5%. Più distanti gli ambulatori, che raccolgono il 7,5% delle segnalazioni, le aree comuni delle strutture sanitarie con il 6,7%, e gli interventi collegati al servizio di emergenza territoriale 118 AREU, pari al 3,8%.

Negli ultimi anni Regione Lombardia ha rafforzato le misure di prevenzione e sicurezza nelle strutture sanitarie. Tra gli strumenti introdotti figurano i pulsanti anti-aggressione installati nei Pronto soccorso, collegati direttamente con le centrali operative delle forze dell’ordine.

Nel 2025 questi dispositivi risultano presenti in 25 strutture ospedaliere delle province di Milano, Lecco, Monza e Brianza e Como, per un totale di 36 pulsanti, a cui si aggiungono tre dispositivi installati al Pio Albergo Trivulzio.

Durante l’anno i pulsanti sono stati attivati 497 volte, permettendo interventi tempestivi delle forze di pubblica sicurezza: 297 operazioni della Polizia di Stato e 200 dei Carabinieri.

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