Bollo auto 2027 e accise diesel: quanto si risparmia davvero

La sospensione della tassa automobilistica può valere in media 163,50 euro, ma l’aumento del costo del gasolio rischia di ridurre il vantaggio per milioni di automobilisti

La sospensione del bollo auto prevista per il 2027 introduce un beneficio fiscale destinato a una parte degli automobilisti italiani, ma il risparmio ottenuto potrebbe essere accompagnato da una maggiore spesa per il carburante. Il confronto tra le due voci diventa particolarmente rilevante per chi possiede un’auto diesel, considerando l’evoluzione dello sconto sulle accise prevista nelle prossime settimane.

Secondo l’analisi realizzata da Facile.it e Pratiche Auto Online, prendendo in esame oltre 8.400 pagamenti del bollo relativi al 2026 per vetture sotto gli 80 kW, il risparmio medio derivante dalla sospensione della tassa sarebbe pari a 163,50 euro.

La misura, tuttavia, non riguarderà indistintamente tutte le automobili. Per il 2027 è previsto lo stop al pagamento per un solo veicolo intestato a ciascuna persona fisica, purché la vettura non superi gli 80 kW, equivalenti a circa 109 CV. Per i motocicli, invece, la sospensione dovrebbe riguardare tutti i mezzi, indipendentemente dalla potenza.

Quanto pesa l’aumento del diesel

Il vantaggio legato al bollo deve essere confrontato con l’evoluzione dei prezzi del gasolio. In Italia sono ancora presenti oltre 16,4 milioni di autovetture alimentate a diesel, per le quali il costo dei rifornimenti rappresenta una voce significativa del bilancio familiare.

Le simulazioni riportate da Facile.it partono da un prezzo del diesel self-service di 2,266 euro al litro, rilevato il 17 settembre. Con la progressiva riduzione dello sconto sulle accise, il prezzo potrebbe salire ulteriormente.

Tra il 18 e il 25 settembre lo sconto sulle accise dovrebbe scendere a 12,2 centesimi. In base alle simulazioni, e senza considerare ulteriori variazioni del prezzo industriale del carburante, il costo alla pompa arriverebbe a circa 2,315 euro al litro, con un pieno stimato intorno ai 116 euro.

La spesa potrebbe aumentare ancora nella fase successiva. Tra il 26 settembre e il 5 ottobre il costo di un pieno potrebbe raggiungere circa 119 euro, mentre dal 6 ottobre, in assenza di nuovi interventi, potrebbe superare i 122 euro.

Per un automobilista che percorre mediamente 10.000 chilometri all’anno, la differenza diventa ancora più evidente. La spesa annuale per il carburante, secondo le stime riportate, potrebbe passare da circa 1.246 euro a oltre 1.340 euro. Il maggior esborso sarebbe quindi nell’ordine dei 94 euro.

Il confronto con l’anno precedente evidenzia ulteriormente il cambiamento: dodici mesi prima, con il diesel a 1,64 euro al litro, la stessa percorrenza comportava una spesa di circa 903 euro.

Chi potrà beneficiare dello stop al bollo

La sospensione prevista per il 2027 sarà legata principalmente alla potenza del veicolo. Ogni persona fisica potrà beneficiare dell’agevolazione per una sola automobile con potenza non superiore a 80 kW.

Se una persona possiede due vetture, entrambe intestate a suo nome, l’esenzione non potrà essere applicata contemporaneamente a entrambe. Sarà quindi necessario individuare il veicolo che rientra nella misura.

La situazione cambia quando, all’interno dello stesso nucleo familiare, le automobili risultano intestate a persone differenti. Se, per esempio, un veicolo è intestato a un genitore e un altro a un figlio, ciascun intestatario potrà beneficiare della sospensione qualora siano rispettati i requisiti.

Quando due automobili hanno la stessa potenza, inoltre, può assumere rilevanza la classe ambientale Euro, considerato che il calcolo del bollo è collegato anche alle caratteristiche emissive del mezzo.

Dalle city car ai suv compatti

Il limite degli 80 kW determina una platea composta soprattutto da vetture di piccole e medie dimensioni. Tra i modelli potenzialmente interessati figurano numerose city car e utilitarie, sia con motorizzazioni tradizionali sia ibride.

Tra gli esempi indicati rientrano Fiat Pandina, Grande Panda, 600 e 500, Dacia Sandero, Peugeot 208, Citroën C3, Toyota Yaris e Corolla, Renault Clio, MG3, Volkswagen Polo e Opel Corsa. La lista comprende anche Mazda 2, Kia Picanto, Honda Jazz, Hyundai i20 e i30, Suzuki Swift, Skoda Fabia e Lancia Ypsilon.

Il limite di potenza non esclude però automaticamente i veicoli di dimensioni maggiori. Alcuni B-Suv e crossover compatti possono rientrare nella misura nelle configurazioni sotto gli 80 kW. Tra questi sono indicati Jeep Avenger, Dacia Duster e Sandero Stepway, Toyota Yaris Cross, Aygo X, C-HR e Corolla Cross, Peugeot 2008, Mitsubishi ASX, Opel Frontera, Renault Captur e Symbioz.

Nell’elenco figurano inoltre MG ZS, Volkswagen T-Cross, Kia Stonic e Niro, Hyundai Kona, Honda HR-V, Nissan Juke, Lexus LBX, Skoda Kamiq, Seat Arona, Suzuki S-Cross e Vitara.

Sono interessati dalla misura anche alcuni veicoli commerciali e multispazio, tra cui Mercedes Citan, Ford Grand Tourneo Connect, Fiat Doblò e Qubo, Citroën Berlingo, Opel Combo, Peugeot Rifter, Renault Kangoo, Toyota Proace City Verso e Volkswagen Caddy.

Le regole per le ibride plug-in

Un elemento particolare riguarda le automobili ibride plug-in. Anche queste vetture possono rientrare nella sospensione, ma per verificare il requisito della potenza occorre considerare il valore relativo al solo motore termico, senza sommare la componente elettrica.

Tra i modelli indicati nel testo figurano Byd Atto 2 e Seal, Geely Starray, SWM G03F, Changan Deepal, Leapmotor B10 e C10 e Xpeng L03.

Restano invece fuori dalla misura le vetture dei segmenti C e D, comprese berline e suv di dimensioni più importanti, generalmente comprese tra 4,5 e 5 metri, oltre alle auto sportive.

Le vetture completamente elettriche costituiscono un caso distinto: dispongono già di un’esenzione dal bollo per cinque anni a partire dalla prima immatricolazione, dopo i quali la disciplina fiscale dipende dalle disposizioni delle singole Regioni e Province autonome.

Come verificare la potenza sul libretto

Per capire se la propria automobile può rientrare nei requisiti, il primo riferimento è la carta di circolazione. Il dato relativo alla potenza netta è riportato nel riquadro 2 alla voce P.2, dove viene espresso in kW.

La classe di emissione Euro può invece essere individuata alla voce V.9 del riquadro 2 e nel riquadro 3. Queste informazioni consentono di verificare le caratteristiche fiscali e tecniche del veicolo in attesa delle disposizioni definitive.

Non sono ancora state definite, secondo le informazioni riportate, le procedure operative per ottenere la sospensione. L’ipotesi è quella di un’applicazione automatica attraverso gli archivi del Pra e delle amministrazioni regionali, senza una richiesta specifica da parte del proprietario. La procedura definitiva dovrà però essere chiarita dal decreto e dalle successive istruzioni attuative.

Un possibile intervento strutturale

La sospensione del 2027 potrebbe rappresentare soltanto il primo passaggio di un progetto più ampio. L’obiettivo dichiarato sarebbe infatti quello di rendere strutturale l’esenzione dal pagamento del bollo, anche se non è ancora stabilito se in futuro resteranno gli stessi limiti di potenza o se verrà ampliata la platea dei veicoli interessati.

La combinazione tra la riduzione del bollo e l’andamento delle accise sul carburante rende quindi il bilancio complessivo meno immediato. Per chi guida un’auto diesel, una parte del risparmio fiscale potrebbe essere assorbita dall’aumento dei costi di rifornimento, soprattutto nel caso di percorrenze annuali elevate.

Le osservazioni di Unrae e Adiconsum

Sul provvedimento sono arrivate anche le valutazioni delle associazioni di settore e dei consumatori.

Unrae ha definito positivo, in termini generali, un intervento capace di diminuire il carico fiscale legato alla mobilità delle famiglie. L’associazione ha però osservato che il provvedimento, così impostato, non sarebbe sufficiente da solo a favorire il rinnovo del parco circolante, la transizione energetica o il miglioramento della sicurezza stradale.

Unrae richiama inoltre il fatto che soltanto il 2,6% delle vetture interessate dall’esenzione rientrerebbe sotto la soglia dei 60 grammi di CO2 per chilometro. Secondo l’associazione, la soglia degli 80 kW non sarebbe direttamente collegata a parametri come emissioni o anzianità del veicolo.

Anche Adiconsum ha evidenziato alcuni interrogativi sui numeri della misura. Utilizzando i dati Aci, l’associazione ricorda che il parco dei veicoli circolanti ai fini tributari comprende circa 51 milioni di mezzi, tra automobili, motocicli, autocarri e autobus.

I dati Siope relativi al 2025 indicano invece entrate regionali derivanti dal bollo per circa 7,18 miliardi di euro, corrispondenti a una media nazionale di circa 140,8 euro per veicolo.

Partendo dalla platea di 14,5 milioni di veicoli indicata dal governo, Adiconsum calcola un beneficio complessivo potenziale vicino ai 2,04 miliardi di euro l’anno.

L’associazione segnala tuttavia una questione sulla percentuale di automobili coinvolte. Il dato del 70% delle vetture circolanti sarebbe, secondo Adiconsum, da chiarire alla luce dei circa 41,2 milioni di autovetture e 7,9 milioni di motocicli presenti nel Paese. Per questo l’associazione chiede ulteriori informazioni sulla reale platea che beneficerà dello stop al bollo nel 2027.

Il quadro definitivo dipenderà quindi dai provvedimenti attuativi e dalle modalità con cui verrà applicata la sospensione. Nel frattempo, il confronto tra i 163,50 euro medi di risparmio sul bollo e il possibile aumento della spesa per il diesel offre una prima misura dell’effetto concreto della nuova disciplina sui bilanci degli automobilisti.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

automobile
La misura prevista per il 2027 potrebbe coinvolgere oltre 268mila automobili e la maggior parte...
Caldo record, siccità, grandinate e precipitazioni violente hanno messo sotto pressione coltivazioni e allevamenti. Mais...
gru
Il Documento unico di programmazione 2027-2029 indica le priorità dell’amministrazione: infrastrutture, sicurezza, servizi e abitazioni...

Altre notizie