Poca partecipazione all’incontro sui metodi anti-predazione in Valcamonica

Scarsa affluenza all'evento organizzato per aiutare gli allevatori a proteggere i propri animali dai grandi carnivori.

Nonostante la preoccupazione dichiarata dagli allevatori, l’interesse per conoscere i metodi per scongiurare o limitare la predazione dei propri animali da parte di lupi e orsi sembra essere scarso. Alla recente giornata informativa sui metodi corretti da applicare, specialmente negli alpeggi, ha partecipato un solo pastore.

L’incontro andato quasi deserto

L’incontro, organizzato da alcuni tecnici regionali, si è tenuto lungo il torrente Blè, tra Cerveno e Ono San Pietro, su un terreno messo a disposizione da un allevatore di Ceto. Chiara Crotti della cooperativa Eliante, promotrice dell’evento, ha descritto l’incontro come molto pratico, con presentazioni su recinzioni elettrificate, razze di cani da guardiania e bandi regionali per acquisti agevolati di strumenti anti-predazione e indennizzi.

Gli attacchi dei grandi carnivori

Negli ultimi dieci anni, i resoconti di attacchi al bestiame da parte di orsi e lupi sono aumentati, specialmente durante l’estate e negli alpeggi. Nonostante ciò, l’interesse degli allevatori per soluzioni pratiche sembra essere minimo. Gli attacchi non riguardano solo pecore e capre, ma anche le mandrie di bovini.

Valentino Lanzetti, titolare dell’allevamento “Ciccio pastore” di Ceto, ha partecipato all’incontro e ha sottolineato l’importanza delle reti elettrificate e dei cani da guardiania. Tuttavia, ha anche evidenziato le difficoltà maggiori per chi porta le vacche in montagna.

Una presenza consolidata

La presenza del lupo è ormai consolidata su quasi tutto l’arco alpino, inclusa la Lombardia e l’alta Valcamonica. Dal 2019, un branco è stato identificato nella zona del Tonale, con altri esemplari avvistati tra la Val Grande di Vezza d’Oglio, il Mortirolo e la Valtellina, come confermato da Elisabetta Rossi, funzionaria della Regione Lombardia.

L’orso, avvistato più volte tra Ponte e Temù e recentemente vicino a delle baite di Vermiglio (Trento), aggiunge ulteriori sfide agli allevatori della zona. La situazione è in costante evoluzione, con nuovi avvistamenti monitorati dalla polizia provinciale di Brescia.

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