Depuratore del Garda, sedici Comuni si rivolgono alla Corte dei Conti per presunto danno erariale

I Comuni del bacino del Chiese si uniscono contro il doppio impianto e chiedono chiarezza sui costi

Un gruppo di sedici Comuni si è rivolto alla Corte dei Conti per verificare l’aumento dei costi dell’impianto di depurazione del Garda, ritenuto eccessivo. L’investimento previsto per il collettore è infatti lievitato da 130 a 240 milioni di euro . Il progetto, che prevede la costruzione di due impianti a Gavardo e Montichiari per trattare i reflui dei comuni gardesani scaricandoli nel fiume Chiese, ha incontrato un’opposizione crescente, con sedici sindaci decisi a far luce sull’eventuale danno erariale.

Un fronte comune contro il progetto

Alla guida dell’opposizione vi sono undici Comuni – tra cui Montichiari, Gavardo, Muscoline, Prevalle e altri della Valle Sabbia – che hanno già presentato un ricorso al TAR e ora sono affiancati da ulteriori cinque amministrazioni locali, tra cui Calcinato, Carpenedolo, Visano , Villanuova e Idro . In una recente assemblea a Bedizzole , i sindaci hanno ribadito la loro contrarietà allo scarico delle acque depurate nel Chiese e contestano la mancanza di una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) . Secondo i primi cittadini, l’intervento appare come un’opera faraonica e inadatta, e l’assenza di copertura finanziaria rischiando di gravare direttamente sui contribuenti.

Incontro con il commissario e azioni future

Gli amministratori incontreranno nei prossimi giorni il commissario dell’opera, Andrea Polichetti , per esporre le loro preoccupazioni, un incontro rinviato per consentire ai nuovi sindaci di valutazione e aderire alle azioni già avviate a tutela del Chiese. Gli esponenti comunali sostengono che le azioni legali e istituzionali sono necessarie per prevenire un grave impatto ambientale e per tutelare l’integrità dell’ecosistema fluviale. «L’unione delle amministrazioni locali rappresenta un segnale forte per difendere il bacino del Chiese dalla montagna fino alla pianura», sottolineano i sindaci.

Ostacoli alla progettazione: problema energetico e direttive UE

Sul fronte tecnico, il progetto del depuratore deve superare un ulteriore ostacolo: le direttive europee richiedono che l’impianto sia alimentato da fonti rinnovabili . A Gavardo è possibile installare pannelli solari, ma a Montichiari mancano gli spazi adeguati per il fotovoltaico . Questo rappresenta una criticità che potrebbe ostacolare la conformità del progetto alle normative europee, aggiungendo un’ulteriore difficoltà alla realizzazione.

La richiesta di un’alternativa sostenibile

I sindaci coinvolti chiedono una soluzione che non imponga oneri eccessivi né rischi ambientali al fiume Chiese, sottolineando la necessità di scelte più sostenibili e attente alle specificità territoriali. L’azione contro il progetto sarà portata avanti in ogni sede necessaria, nel tentativo di garantire una gestione efficace e rispettosa dell’ambiente per le acque reflue del Garda.

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