Accuse di molestie sessuali all’ospedale di Chiari: primario sotto processo

Il caso di presunte molestie sessuali ha scosso l'ospedale di Chiari, dove un primario è stato accusato di violenza sessuale da un'infermiera e una dottoressa

Il caso di presunte molestie sessuali ha scosso l’ospedale di Chiari, dove un primario è stato accusato di violenza sessuale da un’infermiera e una dottoressa. Le testimonianze delle due donne, raccolte dai carabinieri, descrivono episodi di presunte avance e palpeggiamenti, che avrebbero avuto luogo nelle corsie e all’interno dello studio del medico. La vicenda è attualmente al vaglio del tribunale di Brescia, dove l’imputato, un uomo di 64 anni, ha respinto con fermezza tutte le accuse.

L’infermiera, caposala del reparto gestito dal medico, è stata la prima a denunciare i presunti abusi, pochi giorni prima del suo trasferimento in un’altra struttura. Secondo quanto dichiarato, gli episodi risalirebbero a quattro anni fa, e includerebbero abbracci non richiesti, palpeggiamenti al seno e un bacio forzato. In aula, il medico ha negato ogni accusa, sostenendo di non aver mai compiuto tali gesti. Ha inoltre raccontato che il rapporto tra loro, inizialmente positivo, si sarebbe deteriorato nel tempo, e ha ipotizzato che la denuncia sia stata motivata dal disappunto della donna per il trasferimento.

La seconda denuncia è arrivata successivamente, da parte di una dottoressa, che ha riportato episodi simili avvenuti nel suo studio. Secondo l’accusatrice, il medico avrebbe baciato e palpeggiato le sue parti intime. Tuttavia, il primario ha fornito una versione diversa: ha dichiarato che l’incontro con la collega era consensuale e ha ammesso di averla baciata e di aver infilato le mani sotto la sua blusa, ma si sarebbe subito fermato quando lei ha espresso la volontà di non proseguire. L’imputato sostiene che la denuncia della donna sarebbe un modo per giustificare al marito i messaggi scambiati con lui.

Il compito di stabilire la verità è ora affidato ai giudici, che dovranno valutare attentamente le prove e le testimonianze presentate. La sentenza potrebbe arrivare già alla prossima udienza, fissata per il 13 febbraio. La vicenda ha suscitato grande interesse pubblico e rappresenta un caso complesso di presunte molestie in ambito sanitario, dove le versioni contrastanti dei protagonisti rendono difficile stabilire i fatti con certezza.

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