Salò e la cittadinanza onoraria a Mussolini: un dibattito che non si placa

La proposta di revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, conferita dalla città di Salò nel lontano 1924, è tornata al centro del dibattito pubblico

La proposta di revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, conferita dalla città di Salò nel lontano 1924, è tornata al centro del dibattito pubblico. Questo tema, che ha già sollevato discussioni in passato, è stato riproposto nuovamente nel corso della riunione dei capigruppo di lunedì. La maggioranza ha annunciato l’intenzione di discutere la mozione che chiede l’annullamento del decreto durante il prossimo Consiglio comunale, previsto per mercoledì 26 febbraio.

Il conferimento della cittadinanza onoraria a Mussolini avvenne il 23 maggio 1924, ma non attraverso un voto del Consiglio comunale, sciolto in quel periodo, bensì per mano del commissario prefettizio Salvatore Punzo. Punzo era stato inviato a Salò nel 1919 per fondare la sezione del partito fascista, e la decisione di assegnare il titolo di cittadino onorario al Duce fu sostanzialmente un autoconferimento.

Questo atto è diventato, negli anni, un simbolo del legame indissolubile che la città di Salò ha con il fascismo. Nonostante fosse rimasto dimenticato per decenni, il decreto è tornato sotto i riflettori nel 2019, quando il consigliere Stefano Zane, nipote dell’ex sindaco partigiano Francesco Zane, presentò una mozione chiedendo la revoca di questo titolo come un gesto dal forte valore simbolico.

Il tema venne affrontato per la prima volta in Consiglio comunale nel 2019, durante la gestione dell’amministrazione del sindaco Giampiero Cipani. Tuttavia, la proposta fu rimandata a causa della campagna elettorale in corso, con la promessa che sarebbe stata discussa dopo le elezioni amministrative di maggio. Con il nuovo consiglio insediato, la mozione venne riproposta nel gennaio 2020 dal gruppo Salò Futura, che vedeva tra i suoi membri l’attuale sindaco Francesco Cagnini.

Nonostante il sostegno di tre consiglieri, la mozione fu respinta con 14 voti contrari, espressi dalla maggioranza, che definì l’iniziativa come “strumentale e anacronistica”. Gualtiero Comini, capogruppo di quella maggioranza, espresse le motivazioni sottolineando la scarsissima utilità di un provvedimento simile, soprattutto a distanza di un secolo dagli eventi. Oggi, la proposta è tornata in discussione con un rinnovato vigore, portando il tema della revoca della cittadinanza onoraria di Mussolini alla ribalta.

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