Operazione anti terrorismo a Brescia: arrestati due pachistani per propaganda estremista

Operazione volta a contrastare la diffusione di contenuti jihadisti con finalità di proselitismo su Internet.

Polizia

Nella mattina del 4 dicembre, la Polizia di Stato, in collaborazione con la Procura della Repubblica di Brescia – Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo, ha condotto un’operazione antiterroristica che ha portato all’arresto di due individui di origine pakistana. Questa operazione è il risultato di un’indagine avviata nell’ottobre 2022, volta a contrastare la diffusione di contenuti jihadisti con finalità di proselitismo su Internet.

Gli arrestati e la loro attività

I due arrestati sono due giovani, uno di 20 anni e l’altro di 22, residenti a Brescia e regolarmente impiegati. Le indagini hanno rivelato che questi individui avevano adottato uno stile di vita fortemente radicalizzato, manifestando disprezzo verso l’Occidente e diffondendo ideologie estremiste attraverso i social media e la rete.

Durante una conferenza stampa presso la questura di Brescia, il procuratore capo di Brescia, Francesco Prete, e il procuratore aggiunto Silvio Bonfigli hanno sottolineato che i due giovani avevano una profonda conoscenza della situazione geopolitica e utilizzavano un linguaggio giovane e pervasivo per diffondere i loro messaggi.

Contenuti estremisti diffusi

I contenuti diffusi da questi individui erano associati a organizzazioni terroristiche come la Jihad Islamica Palestinese, lo Stato Islamico (ISIS) e Al-Qaeda. I messaggi diffusi includevano anche inni al neonazismo, all’antisemitismo e all’odio contro la comunità LGBT, le donne e gli ebrei.

Uno degli elementi più preoccupanti dei loro messaggi era l’apologia del terrorismo, con pubblicazioni di video di decapitazioni e l’uso di simboli dell’ISIS. Inoltre, diffondevano un messaggio che sottolineava la supremazia della dottrina islamica rispetto ai valori occidentali, con un particolare disprezzo per il ruolo delle donne, dichiarando che “la donna è peggio di un animale e deve essere tenuta in casa come schiava.”

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