Maxi impianto rifiuti, via libera tra proteste e prescrizioni

In Valtrompia autorizzato il progetto Sares Green: tratterà 65mila tonnellate annue di car fluff, ma restano forti opposizioni

discarica rifiuti

Dopo oltre un decennio di dibattito, arriva il via libera al progetto Sares Green per la realizzazione di un maxi impianto di trattamento rifiuti in Valtrompia. La decisione è stata presa al termine della sesta Conferenza dei servizi convocata da Regione Lombardia, che ha autorizzato l’opera pur imponendo alcune prescrizioni tecniche.

L’impianto sarà destinato al trattamento di oltre 65mila tonnellate all’anno di car fluff, ovvero residui derivanti dalla demolizione e frantumazione dei veicoli. Si tratta di una struttura considerata quasi unica nel panorama europeo, sia per dimensioni sia per la tipologia di lavorazione prevista.

Il progetto ha però incontrato una forte opposizione sin dalle sue fasi iniziali. Nel corso degli anni sono state raccolte più di 11mila firme contro la realizzazione dell’impianto, a testimonianza delle preoccupazioni diffuse tra cittadini e residenti dell’area. In prima linea si è posto il comitato “Liberi Cittadini per la Salute”, che continua a esprimere un netto dissenso.

Le criticità sollevate riguardano soprattutto l’impatto ambientale e sanitario. I contrari temono possibili ripercussioni sulla qualità dell’aria e sul territorio, in un contesto già segnato dalla presenza di attività industriali. Nonostante le rassicurazioni e le misure previste nel progetto, il confronto tra istituzioni e comunità locale resta acceso.

Dal punto di vista amministrativo, il via libera rappresenta un passaggio decisivo, anche se non necessariamente conclusivo. Le prescrizioni imposte dalla Conferenza dei servizi indicano la necessità di ulteriori verifiche e adeguamenti, che dovranno essere rispettati prima dell’avvio operativo dell’impianto.

Il progetto Sares Green si inserisce in un quadro più ampio di gestione e trattamento dei rifiuti speciali, con l’obiettivo di recuperare materiali e ridurre l’impatto ambientale complessivo. La lavorazione del car fluff rappresenta una sfida tecnologica rilevante, legata alla complessità dei materiali coinvolti.

Nonostante ciò, il caso continua a essere emblematico del difficile equilibrio tra sviluppo industriale e tutela del territorio. La lunga gestazione del progetto, durata oltre dieci anni, evidenzia la complessità delle procedure autorizzative e il peso delle istanze locali, che hanno accompagnato ogni fase dell’iter.

Con l’autorizzazione regionale, si apre ora una nuova fase, destinata a definire tempi e modalità di realizzazione. Resta alta l’attenzione da parte dei cittadini e delle associazioni, che chiedono garanzie concrete sul rispetto delle norme ambientali e sulla salvaguardia della salute pubblica.

Redazione

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