Sant’Eufemia, muore dopo l’investimento sulle strisce Katia Morichetti

La 51enne era stata travolta da una Jeep mentre attraversava via Sant’Orsola. Ricoverata al Civile in condizioni disperate, è morta dopo una giornata di tentativi per salvarle la vita

Non ce l’ha fatta Katia Morichetti, la 51enne investita mercoledì mattina a Sant’Eufemia, a Brescia. La donna è morta all’ospedale Civile dopo essere stata travolta mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, a poca distanza dalla propria abitazione.

L’incidente si era verificato in via Sant’Orsola. La donna stava percorrendo l’attraversamento pedonale quando era stata colpita da una Jeep Renegade guidata da un uomo bresciano di circa cinquant’anni. L’urto era stato particolarmente violento e aveva scaraventato la 51enne a diversi metri dal punto dell’impatto.

Le condizioni della donna erano apparse fin dall’inizio estremamente gravi. I soccorritori avevano prestato le prime cure sul posto, tentando a lungo di rianimarla. Katia Morichetti non aveva però ripreso conoscenza ed era stata intubata prima del trasferimento d’urgenza all’ospedale Civile di Brescia.

Il ricovero e la morte in ospedale

Arrivata al Civile, la donna era stata ricoverata nel reparto di Rianimazione. Per circa una giornata i medici avevano continuato a tentare di stabilizzarla, ma le conseguenze dell’investimento si erano rivelate troppo gravi.

Il cuore di Katia Morichetti ha smesso di battere nella tarda mattinata di ieri, dopo una notte trascorsa dai familiari nella speranza di un miglioramento.

La 51enne, originaria delle Marche, aveva da tempo scelto Brescia come città in cui vivere. Nella regione di origine risiede ancora il padre. Nella sua vita professionale era consulente aziendale, mentre tra le sue passioni c’era la fotografia.

A piangerla sono il marito Luca, avvocato del foro di Brescia, e la loro figlia. La morte della donna ha aperto anche l’iter giudiziario necessario per chiarire ogni aspetto dell’incidente.

Gli accertamenti sulla dinamica

La Polizia Locale di Brescia sta ancora lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto in via Sant’Orsola. Il conducente della Jeep si era fermato immediatamente dopo l’investimento e, secondo quanto riferito agli agenti, avrebbe dichiarato di non essersi accorto della presenza della pedone.

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato una positività alla cocaina nei confronti dell’automobilista. Gli esami effettuati in ospedale avrebbero tuttavia escluso che l’uomo si trovasse sotto l’effetto della sostanza nel momento in cui si è verificato l’incidente.

Per stabilire definitivamente la situazione saranno quindi necessari ulteriori accertamenti medici, i cui risultati sono attesi nei prossimi giorni. Nel frattempo, il conducente è stato denunciato a piede libero con l’ipotesi di omicidio stradale.

Anche l’autorità giudiziaria dovrà procedere con gli accertamenti di rito. Il pubblico ministero disporrà infatti l’autopsia sulla salma della 51enne. Soltanto dopo gli esami medico-legali sarà possibile procedere con il funerale.

Un’altra vittima tra i pedoni

La morte di Katia Morichetti si inserisce in una sequenza di incidenti mortali che nelle ultime settimane ha coinvolto diversi pedoni nel Bresciano. Con il decesso della 51enne salgono a tre le vittime tra i pedoni in un periodo particolarmente drammatico per la sicurezza sulle strade della provincia.

Pochi giorni prima, sempre all’ospedale Civile di Brescia, era morta Graziella Scaglia, 79 anni, originaria di Storo e residente a Lavenone. La donna era stata investita il 25 agosto a Vestone, mentre attraversava la strada lungo la 237 del Caffaro. Nell’incidente era rimasto coinvolto un suv sul quale viaggiava una famiglia residente nel Cremonese.

Nello stesso giorno, a Gussago, aveva perso la vita Mario Clerici, 81 anni. L’uomo era stato investito da un’utilitaria mentre rientrava a casa dopo essere andato a fare la spesa. Per lui i soccorsi non erano bastati e il decesso era avvenuto prima del trasferimento in ospedale.

Clerici era conosciuto anche per il suo impegno nel mondo sindacale e politico locale: per lungo tempo aveva ricoperto incarichi nella Cisl Brescia e successivamente era stato segretario della sezione di Gussago del Partito Democratico.

La vicenda di Katia Morichetti aggiunge così un nuovo capitolo al bilancio delle vittime della strada nel territorio bresciano. L’investimento avvenuto sulle strisce pedonali a Sant’Eufemia resta al centro delle verifiche della Polizia Locale e della Procura, che dovranno definire la dinamica e le eventuali responsabilità.

Redazione

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