Emma Bonino è morta all’età di 78 anni. Storica protagonista del movimento radicale ed esponente di +Europa, nei giorni precedenti era stata ricoverata in terapia intensiva in seguito a una crisi respiratoria. Le sue condizioni erano rimaste delicate anche dopo il trasferimento dall’ospedale Santo Spirito di Roma a una struttura privata.
La scomparsa segna la fine di una lunga presenza nella vita pubblica e politica italiana. Bonino è stata per decenni uno dei volti maggiormente riconoscibili dell’area radicale, portando avanti numerose battaglie politiche e civili.
La notizia della morte ha suscitato le prime reazioni dal mondo istituzionale. Tra queste quella della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ricordato il ruolo avuto da Bonino nella politica nazionale pur sottolineando la distanza tra le rispettive esperienze e sensibilità.
Il ricovero dopo la crisi respiratoria
Le condizioni di salute di Emma Bonino si erano aggravate nei giorni precedenti alla morte. La politica era stata ricoverata in terapia intensiva a causa di una crisi respiratoria.
Nella giornata precedente alla scomparsa aveva lasciato la terapia intensiva dell’ospedale Santo Spirito di Roma ed era stata trasferita in una struttura privata. La decisione era stata presa sulla base di quanto concordato tra il suo medico curante e i sanitari dell’ospedale romano.
Nonostante il trasferimento, il quadro clinico continuava a essere considerato delicato. Alla base dell’ultimo ricovero ci sarebbe stato un peggioramento dei problemi legati all’insufficienza respiratoria.
Non era la prima volta, negli ultimi mesi, che le condizioni di salute della leader radicale avevano reso necessario il ricorso alle cure ospedaliere.
Il precedente ricovero nel novembre 2025
Nel novembre 2025 Emma Bonino era già stata ricoverata al Santo Spirito. In quella circostanza era stata successivamente trasferita alla Stroke Unit dell’ospedale San Filippo Neri.
Dopo circa una settimana era arrivata la dimissione. Gli accertamenti effettuati durante quel ricovero avevano escluso una recidiva del tumore al polmone diagnosticato nel 2015.
I medici avevano invece ricondotto il malore a un problema di natura metabolica. L’ultimo aggravamento, secondo quanto emerso, sarebbe stato invece collegato alle difficoltà respiratorie delle quali Bonino soffriva.
Una lunga presenza nella politica italiana
Con Emma Bonino scompare una delle figure storiche del movimento radicale italiano. La sua attività pubblica si è sviluppata nell’arco di decenni e l’ha resa una protagonista riconoscibile del dibattito politico nazionale.
Negli ultimi anni il suo impegno era proseguito all’interno di +Europa, mantenendo una presenza attiva nel panorama politico.
La sua figura è stata caratterizzata da posizioni nette e da una lunga attività politica, elementi richiamati anche nel messaggio diffuso dalla presidente del Consiglio dopo la notizia della morte.
Il messaggio di Giorgia Meloni
Giorgia Meloni ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio ricordando Bonino come «una voce forte e riconoscibile della politica italiana», capace di sostenere le proprie idee con determinazione nel corso degli anni.
La presidente del Consiglio ha evidenziato anche la distanza politica che ha caratterizzato i rispettivi percorsi. Differenze che, secondo Meloni, non le hanno impedito di riconoscere il peso e il ruolo di Emma Bonino nella vita pubblica nazionale.
La premier ha infine rivolto il proprio cordoglio alla famiglia e alle persone vicine alla storica esponente radicale.
La morte a 78 anni arriva dopo giorni segnati dall’aggravamento delle sue condizioni di salute e dal ricovero per la crisi respiratoria. Con la scomparsa di Emma Bonino si chiude una presenza durata decenni nella storia politica italiana, dal movimento radicale fino all’esperienza più recente con +Europa.
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