Garda, residenti in calo: il commercio rischia di pagare il prezzo più alto

Le proiezioni demografiche al 2050 indicano una diminuzione della popolazione in diversi Comuni turistici della sponda bresciana. Confesercenti chiede interventi su casa, servizi e destagionalizzazione

Lungolago Desenzano del Garda

Il turismo continua a rappresentare uno dei principali motori economici del Garda bresciano, ma nei prossimi decenni la tenuta del territorio potrebbe dipendere sempre di più da chi sceglierà di viverci durante tutto l’anno. Le proiezioni demografiche al 2050 evidenziano infatti un possibile calo dei residenti in diversi Comuni a forte vocazione turistica, con conseguenze che potrebbero interessare direttamente negozi, bar, ristoranti e attività di servizio.

Il fenomeno appare ancora più significativo se confrontato con l’andamento generale della provincia di Brescia. Sulla base delle proiezioni Istat, tra il 2025 e il 2050 la popolazione provinciale dovrebbe aumentare complessivamente del 7,38%. Nei principali centri della sponda bresciana del Garda, invece, la tendenza risulta in molti casi negativa.

Desenzano, Lonato, Manerba, Salò, Sirmione e Toscolano-Maderno passerebbero complessivamente da 78.132 residenti nel 2025 a 77.321 nel 2050. La diminuzione sarebbe quindi di 811 persone, corrispondente a poco più dell’1%.

Salò e Toscolano-Maderno tra i cali più consistenti

Il dato complessivo nasconde differenze significative tra un Comune e l’altro. Lonato rappresenterebbe l’eccezione, con una crescita prevista della popolazione pari al 6,31%.

La traiettoria sarebbe opposta negli altri territori analizzati. Desenzano perderebbe il 2,01% dei residenti, mentre per Manerba la contrazione sarebbe del 3,16%. A Sirmione il calo previsto raggiungerebbe l’1,18%.

Le riduzioni più consistenti riguarderebbero invece Salò, con un -5,14%, e Toscolano-Maderno, dove la popolazione potrebbe diminuire del 6,48% entro il 2050.

Il quadro, inoltre, non comprende alcuni centri più piccoli della Valtenesi e dell’Alto Garda. Nell’analisi non rientrano località come Gardone Riviera, Gargnano, Limone sul Garda, Tignale e Tremosine, per le quali non sono disponibili proiezioni analoghe.

Perché meno abitanti possono mettere in difficoltà i negozi

La questione non riguarda soltanto la demografia. Una riduzione della popolazione stabile rischia di modificare gli equilibri economici delle località nelle quali una parte considerevole dei consumi è già legata ai flussi turistici.

I residenti garantiscono infatti una domanda continuativa anche nei mesi di bassa stagione, quando diminuiscono visitatori e presenze nelle strutture ricettive. Una base demografica più ridotta potrebbe quindi rendere maggiormente complicato sostenere attività aperte per dodici mesi.

Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti Lombardia Orientale, richiama l’attenzione proprio su questo equilibrio. Il turismo rimane fondamentale per l’economia bresciana, ma, secondo l’associazione, non può rappresentare l’unico bacino di clientela sul quale costruire la sostenibilità del commercio.

Bar, ristoranti, negozi e imprese di servizio devono affrontare durante tutto l’anno spese legate ad affitti, personale, energia e fiscalità. Se diminuisce la clientela residente, nei periodi meno frequentati dai turisti diventa più difficile raggiungere un volume di attività sufficiente a sostenere questi costi.

Il rischio di un circolo tra chiusure e perdita di residenti

La prospettiva indicata da Confesercenti è quella di un possibile effetto a catena. Meno residenti possono significare minori consumi, mentre la progressiva scomparsa delle attività di prossimità può rendere a sua volta meno attrattivo vivere stabilmente nei Comuni turistici.

La questione diventa quindi quella di mantenere un equilibrio tra la capacità del Garda di attrarre visitatori e la presenza di comunità locali attive durante tutte le stagioni.

Andrea Maggioni, vicepresidente vicario di Confesercenti Lombardia Orientale, considera le proiezioni Istat un segnale da prendere in considerazione piuttosto che un esito inevitabile. Per l’associazione occorre intervenire attraverso una strategia capace di collegare politiche abitative, infrastrutture, servizi pubblici, commercio e turismo.

Tra gli obiettivi indicati ci sono il sostegno alla residenzialità e una maggiore destagionalizzazione dei flussi turistici, così da distribuire la domanda economica su un periodo più ampio dell’anno.

La sfida per il Garda bresciano non riguarderà quindi soltanto il numero di turisti o la loro capacità di generare ricadute economiche. Il nodo sarà anche riuscire a conservare una popolazione stabile e una rete di servizi e attività commerciali capace di funzionare durante tutti i dodici mesi, evitando che le località gardesane diventino progressivamente dipendenti dalla sola stagione turistica.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Un episodio di vandalismo ha provocato sconcerto e dolore a Caino, dove la statua della...

La Cassazione ha disposto un nuovo giudizio sulla vicenda legata alla morte di Nexhat Rama....
Le operazioni si sono concluse poco dopo le 13.20. Imponente il dispositivo di sicurezza attivato...

Altre notizie