Ozono a Brescia, nel 2026 aumentano i giorni oltre i limiti

Il monitoraggio sull’inquinamento atmosferico evidenzia un forte incremento delle giornate con concentrazioni di ozono superiori alla soglia indicata: a Villaggio Sereno si è passati dalle 12 giornate del 2025 alle 58 rilevate fino alla fine di agosto 2026.

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L’estate caratterizzata da temperature elevate e condizioni meteorologiche anomale ha avuto conseguenze anche sulla qualità dell’aria. A Brescia il numero di giornate con ozono oltre la soglia di riferimento è aumentato in modo significativo, secondo i dati aggiornati alla fine di agosto contenuti nel progetto «Cambiamo Aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle città».

L’indagine è stata realizzata dalla sezione italiana della Società internazionale dei medici per l’ambiente, Isde Italia, insieme all’Osservatorio mobilità urbana sostenibile di Kyoto Club e alla Clean Cities Campaign. Le elaborazioni sono state effettuate utilizzando i dati messi a disposizione dalle Agenzie regionali per la protezione ambientale e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.

Brescia tra le città con il maggiore incremento

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda proprio l’ozono troposferico, la cui presenza nell’aria tende ad aumentare quando si combinano forte irraggiamento solare e temperature elevate. Il riferimento preso in considerazione è una concentrazione massima di 120 microgrammi per metro cubo, con un limite di 25 giornate all’anno.

Nel caso della centralina di Brescia-Villaggio Sereno sono state conteggiate 58 giornate oltre questa soglia nei primi otto mesi del 2026. Il dato assume particolare rilievo se confrontato con quello dell’anno precedente: nel 2025 le giornate oltre il limite erano state 12.

L’incremento colloca Brescia tra le realtà urbane che hanno registrato le variazioni più marcate rispetto al precedente periodo di riferimento. Il numero delle giornate fuori soglia è infatti cresciuto di 46 unità in un solo anno.

Il quadro regionale e nazionale mostra comunque valori ancora più elevati. A Bergamo-Meucci sono state rilevate 77 giornate oltre il limite, mentre a Vicenza-Quartiere Italia il conteggio è arrivato a 69. Torino ha raggiunto 67 giornate sia nella stazione di Lingotto sia in quella di Rubino, mentre Milano-Verziere si è fermata a 66. Verona-Giarol Grande ha invece registrato 65 giornate.

L’effetto delle temperature sull’ozono

L’andamento dell’ozono è strettamente collegato alle condizioni atmosferiche. Le alte temperature e la radiazione solare favoriscono infatti i processi chimici che portano alla formazione dell’inquinante, rendendo particolarmente delicati i periodi caratterizzati da caldo intenso e prolungato.

L’estate 2026 ha presentato proprio condizioni favorevoli a questo fenomeno, con temperature elevate che si sono protratte per periodi significativi. Il dato di Brescia si inserisce quindi in un contesto più ampio che ha coinvolto numerosi centri urbani del Nord Italia.

Il confronto con il 2025 permette di evidenziare ulteriormente l’anomalia. A Torino-Lingotto le giornate oltre soglia sono aumentate da 29 a 67, mentre a Padova-Mandria sono passate da 34 a 58. A Verona-Giarol Grande, invece, si è saliti da 29 a 65 giorni. Brescia-Villaggio Sereno è passata da 12 a 58 giornate, segnando uno degli incrementi più consistenti tra le stazioni considerate.

Gli altri inquinanti sotto osservazione

Il rapporto non si concentra esclusivamente sull’ozono. I dati raccolti evidenziano infatti situazioni problematiche anche per altri inquinanti atmosferici, a partire dal biossido di azoto (NO2), sostanza legata soprattutto ai processi di combustione e alle emissioni del traffico motorizzato.

Tra i valori più elevati compare la stazione di Genova-Via Buozzi, dove sono state conteggiate 223 giornate con concentrazioni superiori a 25 microgrammi per metro cubo e 88 giornate oltre i 50 microgrammi. A Palermo sono state rispettivamente 215 e 95, mentre a Napoli-Ente Ferrovie si sono registrate 196 giornate sopra il primo riferimento e 56 sopra il secondo.

Anche Catania presenta numeri significativi, con 231 giornate oltre i 25 microgrammi per metro cubo e 37 oltre i 50.

Particolato fine, altri segnali di criticità

Un ulteriore elemento evidenziato dal monitoraggio riguarda le polveri sottili PM2,5, particelle di dimensioni molto ridotte che rappresentano uno dei principali parametri utilizzati per valutare la qualità dell’aria.

Nel confronto sono stati considerati i valori indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità, con una concentrazione di riferimento pari a 15 microgrammi per metro cubo e un numero molto limitato di giornate annue oltre tale livello.

La situazione più critica è stata rilevata a Torino-Rebaudengo, con 129 giornate oltre il valore indicato. Seguono Verona-Giarol Grande con 115 giornate, Napoli-Ente Ferrovie con 110, Milano-Marche con 101 e Padova-Mandria con 99.

I dati mostrano quindi una presenza articolata di criticità legate alla qualità dell’aria, con differenze significative tra città e stazioni di monitoraggio. Nel caso dell’ozono, tuttavia, l’aumento registrato a Brescia rispetto al 2025 rappresenta uno degli elementi più evidenti del monitoraggio.

Il quadro fotografato fino alla fine di agosto 2026 restituisce così una situazione nella quale le condizioni meteorologiche dell’estate hanno coinciso con un incremento delle giornate caratterizzate da concentrazioni elevate di ozono. Il dato di Brescia-Villaggio Sereno, passato da 12 a 58 giornate oltre la soglia, evidenzia in particolare la distanza rispetto ai valori registrati appena un anno prima.

Redazione

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