A Ponte di Legno si apre il confronto sul nuovo SkyWalk, la piattaforma panoramica che sorgerà in quota nella zona dei Monticelli, vicino al Passo Paradiso. L’avvio del cantiere, segnato dal trasporto dei primi materiali con l’elicottero, ha acceso il dibattito sull’impatto dell’opera in un ambiente alpino particolarmente delicato.
Il progetto fa parte del piano di investimenti del comprensorio Ponte di Legno-Tonale e punta a creare una nuova attrazione turistica a circa 2.500 metri di altitudine. La struttura dovrebbe essere completata entro la prossima estate e consentirà ai visitatori di affacciarsi sul panorama circostante attraverso una passerella sospesa con elementi in vetro.
La piattaforma sarà realizzata a sbalzo, con pavimentazione e parapetti trasparenti progettati per offrire un’esperienza panoramica particolare ai visitatori. L’obiettivo dichiarato è aumentare l’attrattività dell’area montana e accompagnare il percorso di rinnovamento delle infrastrutture turistiche del comprensorio.
Le critiche di Europa Verde
L’intervento ha però suscitato la contestazione di Europa Verde – Alleanza Verdi Sinistra, che considera il progetto incompatibile con il contesto ambientale in cui verrà inserito.
Secondo il movimento ambientalista, lo SkyWalk rappresenterebbe una forma di cementificazione ad alta quota mascherata da valorizzazione turistica, con il rischio di alterare un territorio caratterizzato da ecosistemi fragili e da un importante valore storico e naturalistico.
Tra le criticità evidenziate vengono citati gli interventi necessari per realizzare la struttura, tra cui fondazioni, elementi in acciaio e componenti in vetro installati su un’area rocciosa d’alta montagna.
Europa Verde richiama inoltre l’attenzione sulla presenza di habitat naturali frequentati da specie come l’aquila reale e il gallo forcello, oltre al valore storico della zona legato alla memoria della Grande guerra.
Il nodo del modello turistico in montagna
Al centro delle critiche c’è anche la strategia di sviluppo scelta dal comprensorio. Gli esponenti ambientalisti contestano un modello basato sul potenziamento delle infrastrutture turistiche in quota, collegandolo alle trasformazioni che stanno interessando l’arco alpino a causa dei cambiamenti climatici.
Europa Verde evidenzia il contrasto tra nuovi investimenti turistici e la progressiva riduzione delle risorse naturali, citando anche la perdita di massa del ghiacciaio Presena.
Nel mirino finiscono anche gli interventi previsti per il futuro del comprensorio, tra cui nuove cabinovie e sistemi di innevamento artificiale. Secondo gli ambientalisti, la montagna avrebbe bisogno di un approccio diverso, più orientato alla tutela degli ecosistemi e meno alla realizzazione di nuove strutture.
Le contestazioni sulla gestione della società impianti
Le critiche riguardano anche la società che gestisce gli impianti turistici di Ponte di Legno, la Sit. Europa Verde solleva infatti il tema della composizione societaria e del rapporto tra interessi economici locali e trasformazione del territorio.
La società conta 142 soci e un capitale sociale di 10 milioni di euro. Secondo il movimento, il fatto che gli utili vengano reinvestiti in nuovi impianti creerebbe un meccanismo che incentiva ulteriori interventi infrastrutturali.
Gli esponenti ambientalisti sottolineano inoltre la presenza tra i soci principali di operatori economici locali come albergatori, commercianti e costruttori, categorie che potrebbero beneficiare dall’aumento dei flussi turistici.
Da qui la richiesta di maggiore attenzione da parte delle istituzioni, con particolare riferimento al ruolo del Comune di Ponte di Legno, socio di minoranza della società.
La richiesta di sospendere il cantiere
Europa Verde ha chiesto la sospensione dei lavori e l’avvio di una Valutazione di Impatto Ambientale per analizzare gli effetti dell’opera sul territorio.
Secondo il movimento, in una fase segnata dalla crisi climatica le Alpi dovrebbero essere tutelate attraverso interventi compatibili con la fragilità dell’ambiente montano, evitando nuove trasformazioni invasive.
Il confronto sullo SkyWalk entra quindi nel più ampio dibattito sul futuro del turismo alpino: da una parte la necessità di valorizzare le località montane e attirare visitatori, dall’altra l’esigenza di preservare paesaggi e habitat sempre più esposti ai cambiamenti climatici.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.