L’avvio del nuovo anno scolastico si avvicina e il quadro delle nomine degli insegnanti è ormai nella fase conclusiva. L’obiettivo indicato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara è quello di garantire la presenza di tutti i docenti in cattedra dal primo giorno di scuola, ma sul territorio bresciano rimane significativo il ricorso al personale precario.
Secondo le stime riportate dalla segretaria della Cisl scuola Lombardia Luisa Treccani, infatti, i docenti con contratto a tempo determinato nel Bresciano resteranno intorno alle 3mila unità, su un organico complessivo superiore a 15mila insegnanti. Un dato che fotografa la dimensione ancora rilevante del fenomeno delle supplenze, nonostante il numero delle immissioni in ruolo previste per quest’anno.
Le ultime chiamate dalle graduatorie
Il lavoro dell’Ufficio scolastico territoriale non è ancora terminato. Le operazioni procedono attraverso le graduatorie provinciali delle supplenze e dovrebbero consentire di completare la parte principale delle assegnazioni entro lunedì 14 settembre.
Nella giornata di ieri sono state effettuate 600 nomine a fronte di 720 disponibilità ancora presenti. Una parte consistente degli incarichi riguarda il sostegno, settore nel quale la necessità di personale continua a essere particolarmente elevata, soprattutto nella scuola primaria.
Alla quota delle nuove nomine si aggiungono oltre 400 docenti confermati su richiesta delle famiglie, mentre rimangono da sistemare anche circa 200 cosiddetti spezzoni, cioè incarichi caratterizzati da un orario inferiore a quello completo.
Il percorso di assegnazione degli insegnanti di sostegno, inoltre, non può ancora considerarsi definitivamente concluso. Dopo gli interventi effettuati a livello regionale, la gestione delle disponibilità rimaste passa infatti all’ufficio scolastico provinciale, chiamato a completare le operazioni.
Il rischio delle rinunce dell’ultimo momento
La macchina delle nomine deve fare i conti con una procedura articolata, nella quale possono intervenire anche cambiamenti successivi alle prime assegnazioni. Tra i passaggi più delicati c’è il ripescaggio degli aspiranti che avevano indicato tra le numerose preferenze una sede rimasta libera.
A questo si aggiungono le necessità che possono emergere nelle singole scuole, comprese quelle legate ai contratti part-time. Un’incognita è rappresentata dalle eventuali rinunce che dovessero arrivare quando l’anno scolastico è ormai alle porte.
Le organizzazioni sindacali segnalano infatti come non tutti gli aspiranti riescano a sostenere i costi collegati a un incarico lontano dalla propria residenza. La questione economica, insieme alle modalità di assegnazione, continua così a influenzare le scelte dei supplenti e può rendere più complessa la copertura definitiva delle cattedre.
Per la scuola secondaria, in caso di necessità, potrà essere utilizzato anche il personale dell’organico di potenziamento, così da evitare che alcune classi rimangano temporaneamente prive di docente.
In Lombardia assunzioni sotto le autorizzazioni
Il ricorso ai supplenti si inserisce in un quadro regionale nel quale le assunzioni a tempo indeterminato non hanno raggiunto il numero massimo inizialmente autorizzato. In Lombardia erano state previste oltre 12mila immissioni in ruolo, mentre quelle effettivamente realizzate dovrebbero superare di poco le 8mila.
A livello nazionale, invece, il ministro Valditara ha rivendicato circa 200mila nuove assunzioni tra docenti e personale Ata nel periodo considerato. La programmazione deve però confrontarsi con due fenomeni destinati a incidere sul sistema: da una parte l’età media elevata del personale, con conseguenti pensionamenti; dall’altra la previsione di una progressiva riduzione del numero delle classi.
Coperti anche i posti di dirigenza
Le operazioni di avvio dell’anno scolastico hanno interessato anche le figure responsabili della gestione degli istituti. Nel territorio bresciano erano rimaste scoperte 16 posizioni da dirigente scolastico. Per garantire la guida delle scuole sono stati individuati i relativi reggenti.
Una situazione analoga ha riguardato la dirigenza amministrativa: erano infatti 36 i posti di dirigente di segreteria privi di titolare. Per l’anno scolastico 2026-27 sono stati individuati sostituti con incarico annuale.
Si tratta di figure fondamentali per permettere alle scuole di affrontare regolarmente l’inizio delle lezioni e gestire gli adempimenti amministrativi legati alla nuova annualità.
I sindacati chiedono una revisione del reclutamento
Sul fronte sindacale, nel frattempo, continuano le richieste di modifica delle procedure di reclutamento. Gli aspiranti supplenti si rivolgono alle organizzazioni di categoria per segnalare difficoltà legate all’algoritmo di assegnazione, alle graduatorie e alle conseguenze delle rinunce.
Adriano Cattelan della Gilda riferisce di numerose richieste di chiarimento da parte degli aspiranti, comprese quelle relative a presunti sorpassi nelle assegnazioni e alle regole che disciplinano l’accettazione o il rifiuto degli incarichi.
Tra le ipotesi al centro del dibattito c’è anche il cosiddetto secondo canale per l’accesso al tempo indeterminato, una proposta tornata all’attenzione della commissione Istruzione del Senato dopo un lungo periodo di stallo. L’idea prevede, in determinate condizioni, di utilizzare anche le graduatorie provinciali per il reclutamento stabile, valorizzando l’esperienza maturata.
Una formula simile è stata già utilizzata per il sostegno, proprio per rispondere alle difficoltà di reperimento degli insegnanti. Il confronto sulla riforma del reclutamento prosegue mentre gli uffici scolastici lavorano per completare le ultime assegnazioni e assicurare la copertura delle cattedre all’inizio delle lezioni.
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