Referendum giustizia, affluenza alta a Brescia oltre il 64%

Urne chiuse alle 15: partecipazione sopra la media nazionale, picchi nei piccoli comuni

Referendum

Si sono chiuse alle ore 15 di oggi lunedì 23 marzo le urne per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia, relativa alle “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. I dati sull’affluenza confermano una partecipazione significativa, con numeri superiori rispetto a molte consultazioni precedenti.

In provincia di Brescia ha votato il 64,75% degli aventi diritto, un dato superiore sia alla media regionale sia a quella nazionale. In Lombardia, infatti, l’affluenza si attesta al 63,70% (dato parziale), mentre in Italia si ferma al 58,90%. Particolarmente elevata la partecipazione nel capoluogo: a Brescia città ha votato il 67,35% degli elettori.

Analizzando il territorio provinciale, emergono significative differenze tra i vari comuni. Tra quelli con la maggiore affluenza spiccano Collebeato (75,25%), Longhena (73,61%), Irma (73,11%), Paspardo (72,90%) e Ome (72,75%). Superano il 70% anche Cellatica (72,14%), Bovezzo (70,91%), Gussago (70,49%) e Passirano (70,20%).

Sul versante opposto, i dati più bassi si registrano a Capovalle (54,26%), Pertica Alta (55,56%) e Odolo (55,99%), che restano comunque sopra la soglia del 50%, segnale di una partecipazione comunque diffusa.

Il dato finale conferma una tendenza già evidente durante la prima giornata di voto. Alle ore 23 di domenica 22 marzo, infatti, in Italia aveva già votato il 46,07% degli aventi diritto, un risultato superiore rispetto a precedenti consultazioni. In Lombardia si era raggiunto il 51,83%, mentre la provincia di Brescia aveva già superato la media nazionale con il 52,22%, salendo al 55,54% nel capoluogo.

Anche nelle rilevazioni intermedie si era registrata una forte partecipazione. Alle ore 19 di domenica, l’affluenza era del 45,42% in provincia di Brescia, contro il 44,99% regionale e il 38,90% nazionale. Ancora prima, alle ore 12, i dati indicavano una partenza sostenuta: 18,21% nel Bresciano, rispetto al 17,31% della Lombardia e al 14,81% dell’Italia.

Il confronto storico evidenzia un netto aumento dell’interesse degli elettori. Nel referendum costituzionale del 2020, alla stessa ora della prima giornata, si era fermato al 40%, mentre consultazioni precedenti avevano registrato percentuali ancora più basse: 34,1% nel 2001 e 35% nel 2006. Ancora più distante il dato dei referendum abrogativi del 2022 sulla giustizia, dove la partecipazione complessiva si attestò intorno al 20%.

Questo referendum, a differenza di quelli abrogativi, non richiede il raggiungimento del quorum, ma l’elevata affluenza assume comunque un forte valore politico. Secondo diverse analisi, una partecipazione così ampia rende il risultato difficilmente ignorabile sul piano istituzionale, con possibili ripercussioni sugli equilibri politici nazionali.

Il quesito sottoposto agli elettori riguarda una riforma approvata dal Parlamento senza modifiche, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025. Al centro del dibattito, ancora una volta, il tema dell’organizzazione della magistratura, in particolare la separazione delle carriere e il funzionamento degli organi disciplinari.

La consultazione ha visto schieramenti politici e categorie professionali dividersi: magistrati prevalentemente orientati per il No, avvocati più favorevoli al Sì, mentre tra i partiti si è registrata una netta contrapposizione tra centrodestra e parte delle forze di opposizione.

Con la chiusura delle urne, l’attenzione si sposta ora sullo scrutinio e sui risultati definitivi, che determineranno l’esito di una consultazione caratterizzata da un’elevata partecipazione e da un forte impatto politico.

Redazione

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