Il progetto della stazione dell’Alta Velocità del Basso Garda non è stato accantonato. È questo il principale elemento emerso dalla risposta del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini all’interrogazione presentata dalla senatrice di Fratelli d’Italia Paola Mancini, che aveva chiesto chiarimenti sul futuro della fermata prevista nell’area di San Martino della Battaglia, nel territorio di Desenzano del Garda.
L’iter progettuale ha raggiunto un passaggio significativo: il progetto di fattibilità tecnica ed economica è stato completato e l’analisi costi-benefici aggiornata ha fornito un esito positivo. La fase attuale è però legata soprattutto alla sostenibilità economica dell’intervento.
Il nodo dei finanziamenti
Il quadro finanziario della stazione è infatti cambiato rispetto alle previsioni iniziali. L’incremento dei costi emerso durante le prime fasi della progettazione ha modificato il valore complessivo dell’opera e le risorse inizialmente destinate alla sua realizzazione sono state temporaneamente indirizzate verso altri interventi finanziati attraverso il Pnrr e la relativa clausola di flessibilità.
Questo passaggio non significa però che il progetto sia stato definitivamente abbandonato. Secondo quanto riferito dal Ministero, sono ancora in corso le attività istruttorie per valutare le condizioni tecniche e finanziarie necessarie a un eventuale reinserimento della stazione nella programmazione infrastrutturale.
L’obiettivo è aggiornare i costi dell’opera e, di conseguenza, anche l’analisi economica, individuando una soluzione che consenta di conciliare le risorse disponibili con il servizio ferroviario previsto.
L’entrata in funzione della Brescia-Verona
La questione assume particolare rilevanza in vista dell’avvio della nuova linea AV Brescia-Verona, previsto all’inizio del 2027. Senza una fermata dedicata, i treni ad alta velocità potrebbero attraversare il territorio del Garda senza effettuare fermate nell’area.
Il tema riguarda una delle principali destinazioni turistiche italiane. Il Garda registra infatti oltre 28 milioni di presenze all’anno, elemento che viene indicato come uno dei motivi strategici alla base della richiesta di una stazione dell’Alta Velocità.
La senatrice Mancini ha sottolineato come la nuova infrastruttura potrebbe rappresentare non soltanto un collegamento ferroviario aggiuntivo, ma anche un elemento di valorizzazione del territorio gardesano sul piano economico e turistico.
Servizi ferroviari e interconnessioni
Uno dei passaggi ancora da definire riguarda l’organizzazione dei collegamenti. L’aggiornamento dell’analisi dovrà infatti considerare quali servizi potranno essere instradati sulla nuova linea ad alta velocità e quali continueranno a utilizzare le interconnessioni esistenti, assicurando nel frattempo la continuità dei collegamenti con le stazioni già operative.
Si tratta di un equilibrio tecnico e finanziario che dovrà essere valutato prima di arrivare a una decisione definitiva sulla realizzazione della fermata.
Il Ministero sta quindi lavorando alla definizione delle condizioni necessarie per valutare il possibile reinserimento dell’opera nella programmazione. Il dossier rimane aperto, ma il passaggio decisivo sarà ora rappresentato dalla disponibilità delle risorse necessarie a sostenere l’intervento.
La pressione politica sul Governo
Sul progetto continua intanto l’attività politica della senatrice Mancini, che ha seguito il dossier anche attraverso il confronto con il sottosegretario alle Infrastrutture Antonio Iannone.
L’obiettivo indicato dalla parlamentare è trasformare l’apertura arrivata dal Ministero in un percorso con tempi definiti e un quadro finanziario chiaro, possibilmente prima dell’entrata in servizio della nuova linea ferroviaria.
La risposta del Governo consente dunque di chiarire che la stazione del Basso Garda resta al centro delle valutazioni. Il progetto è stato completato sotto il profilo della fattibilità e l’analisi costi-benefici ha dato un risultato positivo, ma la disponibilità delle risorse rappresenta oggi il principale passaggio ancora da superare.
La partita si sposta quindi sul piano finanziario: da una parte c’è la necessità di aggiornare il quadro economico dell’opera, dall’altra l’obiettivo di individuare una copertura che permetta di riportare la stazione nella programmazione delle infrastrutture ferroviarie.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
Volere e potere il turismo va al primo posto viene ammortizzato poco tempo .