L’assemblea generale della Comunità del Garda si è recentemente riunita a Riva, con l’obiettivo di affrontare le sfide fondamentali che il territorio del Garda sta affrontando. Tra le questioni più urgenti, sono emerse due priorità chiave: la necessità di ripensare il sistema di viabilità e il rifinanziamento dei nuovi depuratori.
La situazione del territorio del Garda è delicata, e i fondi sono diventati una risorsa scarsa e preziosa. Pertanto, è essenziale concentrarsi sulle priorità più cruciali al fine di garantire un futuro sostenibile per la regione.
La messa in sicurezza della viabilità
Una delle priorità principali è la messa in sicurezza della viabilità, in particolare la strada Gardesana e la Forra. Queste importanti arterie stradali sono state bersagliate dalle frane e gravate da un traffico sempre crescente, che richiede soluzioni innovative e urgenti. La presidente Mariastella Gelmini ha sottolineato la necessità di coinvolgere il Governo, il Ministero dei Trasporti e l’ANAS per ottenere investimenti significativi.
L’obiettivo non è solo quello di riparare i danni causati dalle frane, ma anche di creare condizioni di sicurezza e circolazione a lungo termine. Gelmini ha aggiunto che il progetto globale di mobilità dovrebbe integrare la mobilità su gomma con quella su ferro e su acqua, privilegiando quest’ultima attraverso la creazione di una sorta di “metropolitana del Garda” utilizzando mezzi nautici.
La ciclovia del Garda
Da notare che il progetto della Ciclovia del Garda sembra essere uscito dalla lista delle priorità ufficiali. Ciò è dovuto principalmente all’incremento significativo dei costi e all’alto rischio idrogeologico associato alle falesie. Inoltre, si è evidenziato l’impatto paesaggistico e la pericolosità della circolazione condivisa tra automobili e biciclette sulle strade affollate della parte bassa del lago.
Il finanziamento per i depuratori
La seconda priorità cruciale è rappresentata dalla questione della depurazione e del collettamento. Il progetto sta procedendo rispettando le tempistiche previste, ma ci sono ancora sfide da affrontare in termini di finanziamento. La presidente Gelmini ha dichiarato di essere in contatto con i ministri Salvini e Fitto al fine di ottenere i finanziamenti mancanti, pari a circa 70 milioni di euro.
L’obiettivo è quello di evitare un aumento delle tariffe, che ricadrebbe sui cittadini. Attualmente, sono stati ottenuti 100 milioni di euro a fondo perduto, ma è necessario mobilitare ulteriormente il governo Meloni e coinvolgere le Regioni interessate per coprire il fabbisogno finanziario complessivo, che è aumentato da 120 a circa 204 milioni di euro.
Il primo lotto dei lavori, che comprende il depuratore di Gavardo e i nuovi collettori, può essere in gran parte realizzato con i finanziamenti attualmente disponibili dal Ministero, pari a 60 milioni di euro. Secondo il presidente di Garda Uno, Mario Bocchio, il progetto definitivo sarà pronto entro la fine del 2024.