Rissa in piazza Vittoria: emessi dal Questore di Brescia cinque “Daspo Willy”

Scopri tutto sul Daspo Willy, una potente misura di prevenzione per la sicurezza pubblica, e quali sanzioni attendono chi osa sfidarla.

Il 23 gennaio 2024, il Questore di Brescia ha emesso un provvedimento che ha fatto scalpore nella città, applicando il cosiddetto Daspo Willy a cinque giovani tra i 22 e i 30 anni. Questi giovani, dopo i fatti accaduti all’interno e all’esterno del McDonald’s di Via IV Novembre, sono stati puniti con un divieto di accesso agli esercizi pubblici per due anni. Ma cos’è esattamente il Daspo Willy, e quali sono le sue implicazioni?

Il Daspo Willy è una misura di prevenzione personale di competenza del Questore, che agisce come autorità provinciale di pubblica sicurezza. Questa misura rientra nella categoria dei “divieti di accesso alle aree urbane” ed è stata potenziata a dicembre 2020, in risposta all’omicidio del ventiduenne Willy Monteiro a Colleferro, Roma. La sua finalità principale è quella di prevenire episodi di violenza e disordini in luoghi pubblici.

In cosa consiste il Daspo Willy? Esso permette al Questore di vietare l’accesso a determinate aree urbane a persone che sono state denunciate negli ultimi 3 anni per reati commessi in occasione di gravi disordini in pubblici esercizi, locali di pubblico intrattenimento o nelle immediate vicinanze degli stessi. Questo provvedimento è applicato quando la condotta di un individuo rappresenta un potenziale pericolo per la sicurezza pubblica.

Nel caso specifico dei cinque giovani di Brescia, il Daspo Willy è stato emesso a seguito della rissa avvenuta nel pomeriggio del 16 dicembre 2023 all’interno e all’esterno del McDonald’s di Via IV Novembre. Durante questo episodio, una delle parti coinvolte subì lesioni gravi, che vennero giudicate guaribili in 35 giorni.

Le implicazioni di non rispettare il provvedimento sono serie. La violazione del Daspo costituisce un reato autonomo e è soggetta a pene severe, che comprendono la reclusione da uno a tre anni e una multa che varia da 10.000 a 24.000 euro. Pertanto, chiunque sia soggetto a questa misura di prevenzione dovrebbe pensarci due volte prima di violarla.

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