La provincia di Brescia, da tempo, si trova in cima alle statistiche degli infortuni sul lavoro in Lombardia. Questa volta, la vittima è stata Joao Rolando Lima Martins, un lavoratore di 51 anni di origini portoghesi. Martins ha perso la vita durante un intervento di manutenzione sulla rete elettrica, svolto per conto di Terna, insieme a una squadra di operai dell’azienda Rebaioli di Darfo. L’incidente fatale è avvenuto durante la notte, tra lunedì e martedì, quando Martins è stato tragicamente travolto da un treno ad alta velocità.
La dinamica precisa dell’incidente è ancora oggetto di indagine, ma i primi accertamenti sembrano suggerire un possibile errore umano. Secondo quanto riportato da Rete ferroviaria italiana, sembra che Martins abbia attraversato i binari in maniera impropria. Tuttavia, le verifiche sono ancora in corso per stabilire le circostanze esatte dell’incidente. L’investimento è avvenuto intorno alla mezzanotte, quando Martins stava per iniziare il suo lavoro per conto di Terna, e il treno coinvolto era un treno Italo diretto a Bergamo. Anche Terna sembra confermare questa ipotesi, dichiarando che l’evento è avvenuto prima dell’orario stabilito per l’avvio delle attività programmate con il fermo dei treni.
D’altra parte, la ditta Rebaioli ha sottolineato che l’appalto con Terna non prevedeva alcuna attività sui binari, né l’attraversamento degli stessi da parte dei propri operai, né prima né durante il fermo dei treni. La società ha espresso profondo sconcerto per la tragedia e ha promesso di sostenere la famiglia di Martins, che aveva lavorato per loro con professionalità e dedizione per quasi vent’anni. È importante notare che la presenza di fitta nebbia nella zona potrebbe aver complicato la visibilità, rendendo difficile riconoscere l’arrivo del treno.
Il fratello di Joao Rolando Lima Martins era presente sul luogo dell’incidente e ha assistito impotente alla tragica morte del suo caro. Questa tragedia ha gettato nell’angoscia anche la moglie di Martins, Carla, e la loro figlia Ana, di soli 25 anni. La procura di Brescia ha avviato un’inchiesta contro ignoti per fare chiarezza sulla dinamica dell’accaduto e stabilire eventuali responsabilità. Le autorità competenti, tra cui la Polfer e i tecnici di Ats, sono attivamente impegnate nell’indagine.