Identificato il modello dell’auto che avrebbe investito Domenico Perani

L'ex professionista del ciclismo coinvolto in un grave incidente a Cazzago: il pirata della strada è ancora in fuga

Con il trascorrere delle ore e l’incedere degli accertamenti dei carabinieri, si sta stringendo intorno al pirata della strada responsabile dell’incidente a Cazzago. Il drammatico episodio si è verificato a mezzogiorno di giovedì 7 marzo, quando un ciclista, Domenico Perani, è stato travolto in località Sant’Alberto, zona Ca’ del Diaol. L’investitore si è dato alla fuga senza prestare soccorso, complicando ulteriormente la situazione.

Le condizioni dell’ex corridore professionista Domenico Perani rimangono stazionarie ma gravi, ricoverato all’ospedale Civile di Brescia. Ogni giorno, dopo aver chiuso il suo negozio di biciclette, Perani si concedeva una pedalata di un’oretta nella zona di campagna del suo paese, Cazzago, dove è residente da sempre.

L’incidente si è verificato durante questa consueta pausa, quando un’auto bianca, procedendo a forte velocità, ha urtato violentemente il ciclista, facendolo finire in fondo al canale. I carabinieri della Compagnia di Gardone Valtrompia, che stanno conducendo l’indagine, hanno identificato il veicolo responsabile, una Fiat Punto, confrontando i frammenti ritrovati sul luogo dell’impatto.

Al momento, l’attenzione è focalizzata sulle immagini delle telecamere comunali ai varchi e su quelle private, nella speranza di risalire all’identità dell’investitore. Trascorse più di 24 ore dall’incidente, e pende sull’individuo l’accusa di omissione di soccorso e fuga, con la possibilità di un arresto imminente.

Intanto, l’intera comunità di Cazzago e il mondo del ciclismo rimangono in attesa di notizie sulle sorti di Perani. La speranza è di una rapida ripresa per il 68enne, ferito gravemente al volto e all’addome. Perani, ex professionista dal 1982 al 1984, si era distinto tra i dilettanti con vittorie significative, tra cui la Corsa della Pace nel 1979 e il Trofeo Amedeo Guizzi del 1981 a Brescia. La sua figura resta centrale nella memoria sportiva locale, alimentando l’ansia per il suo stato di salute attuale.

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