Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, una serie di episodi ha accentuato le tensioni tra la maggioranza a guida della sindaca Castelletti e le forze di opposizione. Il centrodestra, guidato da Fabio Rolfi, ha espresso forte preoccupazione per quelle che considera manovre atte a limitare il dibattito democratico e la partecipazione dell’opposizione nella gestione delle politiche comunali.
Un punto focale del disaccordo è stata la gestione delle interrogazioni relative al Daspo urbano per gli antiabortisti, una misura proposta per impedire blocchi davanti ai consultori. Nonostante l’importanza della questione, l’interrogazione presentata dal consigliere del PD, Andrea Curcio, è stata esclusa dall’ordine del giorno, decisione che ha scatenato il malcontento dell’opposizione, composta da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Civica Rolfi. Questi partiti hanno richiesto chiarimenti scritti che, però, non sono stati forniti tempestivamente.
Il centrodestra ha inoltre criticato l’uso di quello che hanno denominato “ammazza emendamenti”, uno strumento impiegato dalla sindaca per limitare la discussione su sedici emendamenti specifici, nonché la recente revisione del regolamento del consiglio comunale che prevede una riduzione dei tempi di discussione.
L’atmosfera di restrizione si estende anche alla gestione delle pagine social dei consigli di quartiere, ora centralizzate dall’ufficio stampa del Comune, decisione che ha suscitato ulteriori perplessità sulla libera comunicazione e gestione autonoma da parte dei consigli locali.
Questa situazione ha portato i consiglieri di minoranza, come Paolo Fontana, a denunciare un “clima illiberale”, con l’intenzione di non restare in silenzio di fronte a quello che percepiscono come un tentativo di sopprimere il dibattito e la trasparenza nel governo della città. L’opposizione valuta persino l’ipotesi di un esposto in prefettura, segnalando una crisi di dialogo e partecipazione che necessita di attenzione immediata.