L’obiettivo è chiaro: garantire una maggiore protezione agli operatori sanitari, spesso esposti a rischi di aggressioni nel corso delle loro operazioni. L’uso delle telecamere è su base volontaria, come specificato dalla Regione, che pone l’accento sulla tutela dell’incolumità personale del personale di soccorso.
“La sicurezza è una priorità per tutti i cittadini e, in particolar modo, per gli operatori sanitari”, ha affermato Romano La Russa, assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia. Le parole rafforzano il messaggio di un impegno continuo per rendere gli ospedali e le operazioni di soccorso ambienti più sicuri.
Per l’estate, è prevista l’estensione del progetto su tutto il territorio lombardo con la distribuzione di 850 dispositivi acquistati. Questi saranno installati sui mezzi di soccorso avanzato, come automediche, auto infermieristiche, e elisoccorso, e sui mezzi di soccorso di base, come le ambulanze del 118.
La decisione di adottare le bodycam si inserisce in un contesto più ampio di modernizzazione e sicurezza in ambito sanitario, come evidenziato dalle parole di Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare: “La Lombardia è all’avanguardia nella tempestività e nel coordinamento dei soccorsi e vuole esserlo anche in tema di sicurezza”.
Questa mossa pone la Lombardia come la prima Regione in Italia a prendere misure concrete contro il fenomeno preoccupante delle aggressioni al personale sanitario, sottolineando l’importanza della sicurezza come diritto fondamentale sia per gli operatori che per i pazienti.