L’Europa ha deciso: l’aeroporto D’Annunzio di Montichiari è stato rimosso dalla lista degli scali “core” che possono accedere ai finanziamenti previsti dai corridoi strategici per la mobilità europea. La decisione è stata ufficializzata con l’approvazione del Regolamento TEN-T, causando non poca preoccupazione tra le autorità bresciane.
Le motivazioni dell’esclusione sono chiare. Montichiari non soddisfa i requisiti di traffico e carico richiesti, e non è considerato strategico per il territorio, trovandosi a meno di 100 chilometri dagli aeroporti di Bergamo e Verona. Invece, sono stati aggiunti alla lista Perugia, Rimini e l’isola d’Elba, che potranno accedere ai bandi da 40 miliardi di euro previsti.
La reazione delle autorità locali non si è fatta attendere. Emanuele Moraschini, presidente della Provincia di Brescia, ha espresso sgomento per la decisione, sottolineando come l’aeroporto avrebbe potuto portare economia e sviluppo alla provincia, oltre a creare nuovi posti di lavoro. Ha fatto appello ai parlamentari europei bresciani affinché intervengano per sostenere il “sistema Brescia”.
Anche i vertici della società di gestione dell’aeroporto non hanno nascosto la loro disapprovazione. Francesco Folonari, direttore cargo del Gruppo Save, ha dichiarato che la questione verrà approfondita con celerità, ma ha rassicurato che i piani di sviluppo programmati non verranno intaccati dalla nuova regolamentazione e che si sta lavorando per ottenere la conformità urbanistica indispensabile per l’avvio degli investimenti.
La delusione è palpabile anche nelle parole di Eugenio Massetti, leader di Confartigianato Brescia e Lombardia, che ha definito questa decisione come “l’ennesima beffa” dopo anni di promesse non mantenute. Ha ribadito l’importanza di sostenere e ampliare lo scalo per il futuro della regione.