Paolo Ferrari, conosciuto affettuosamente come Paulì, è deceduto a soli 39 anni. Nato nel 1985, ha lottato fin dalla nascita contro la fibrosi cistica, una delle malattie genetiche più comuni nella popolazione caucasica, che colpisce oltre 100.000 persone nel mondo. In Italia, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la fibrosi cistica interessa un neonato su 2.500-2.700, con circa 200 nuovi casi diagnosticati ogni anno. Paolo risiedeva a Passirano con la sua famiglia e il suo post postumo sui social è diventato virale poche ore dopo la sua scomparsa avvenuta sabato pomeriggio.
Nell’ultimo post pubblicato su Facebook, Paolo ha condiviso un messaggio toccante: “Ho vissuto ogni giorno con gioia sprezzante nei confronti delle difficoltà che mi si sono poste nella vita – scriveva Ferrari – sempre a testa alta, senza cedimenti, ho affrontato combattendo per ogni respiro. Ho avuto a fianco molte persone che mi hanno sostenuto e capito: la mia mamma, solo lei sa cosa ho patito, i miei amici più cari, mia moglie con cui non ho avuto il piacere di vivere come avrei voluto. Mi conoscete però, porterò la mia energia altrove, tra il sereno silenzio di una pescata e una vibrante cassa che suona musica hardcore a tutto volume. Vi ho voluto bene. Niente rimpianti”.
La salma di Paolo è stata ricomposta in casa, dove è stata allestita la camera ardente. Il funerale si è tenuto stamattina. Paolo Ferrari lascia nel dolore la moglie Isadora Abeni, con cui si era sposato solo pochi mesi fa, la piccola Greta, i genitori Guerina e Pier, il fratello Massimo con Elisa e Gloria, gli zii e i cugini. In suo onore, la famiglia ha richiesto donazioni alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Lombardia, utilizzando l’Iban IT25Z0760101600000046750204 con la causale “erogazione liberale”.